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Btp Italia e Bund tedeschi, tornano appetibili: aspettando la Fed

Le borse europee ieri hanno chiuso in positivo, alcune rimbalzando timidamente, mentre le borse a stelle e strisce hanno chiuso in terreno positivo ma prudenti.

Intanto il Btp Italia raggiunge i 193 punti di differenziale rispetto al Bund tedesco, indicando un surriscaldamento dei rendimenti che sul Btp Italia a 10 anni è tornato al 2,94%, ma c’è chi prevede una risalita ulteriore dei rendimenti del Titolo di Stato italiano. E comunque già così è un record da tre anni a questa parte.

Anche il Bund tedesco a 10 anni sale per toccare l’1% di rendimento, una vera manna per gli investitori tedeschi se ricordiamo che fino a non molto tempo fa si riempivano le pagine dei quotidiani economici per lamentarsi dei rendimenti in perdita del Bund tedesco e di molti altri Titoli di Stato europei.

Ora sono positivi e scuotono gli animi perché sono anche un indicatore di un malessere che attraversa l’intera economia, europea in particolare.

In attesa della Fed

Tutti attendono il termine della riunione di due giorni del FOMC, l’organo di consultazione e di governo del Federal Reserve System che negli Stati Uniti corrisponde alla nostra Banca centrale europea (BCE).

Le decisioni sono però state ampiamente dibattute nelle ultime settimane, e alcune informazioni sono trapelate attraverso i membri del FOMC stesso che hanno rilasciato dichiarazioni. Il FOMC, dunque, quando in Italia sarà notte fonda, dovrebbe decidere per un rialzo dei tassi di interesse di 50 punti base e dare indicazioni più chiare, ed ulteriori, sul ritiro della massa monetaria immessa nel sistema negli ultimi anni.

Per quanto riguarda la liquidità la Fed ha avviato il quantitative tightening, cioè la riduzione e il drenaggio di liquidità, già nel 2021. Non lo aveva detto pubblicamente ai mercati per lasciarli tranquilli, che quelli si agitano ad ogni volare di mosca.

Secondo gli esperti di Pictet AM, come riportato dal Financialounge, la normalizzazione operata dalla Fed potrebbe rivelarsi meno traumatica di quanto si teme proprio agendo sul ritiro della massa monetaria, più che sull’inasprimento dei tassi di interesse.

Tuttavia, i tassi di interesse saranno innalzati ulteriormente e ancora lo saranno nel corso del 2022.

I benefici per l’area dell’euro

Le decisioni della Fed catalizzano sempre le attenzioni degli investitori europei, ma va visto anche il risvolto positivo e non solo quello negativo nel maggior costo del dollaro.

L’euro, e anche lo yen, proseguiranno la loro svalutazione a favore delle esportazioni. Risulterà essere più conveniente per gli USA acquistare dal mercato dell’euro zona e avremo quindi almeno uno sbocco che compenserà i drammi (anche) economici della guerra in Ucraina.

Stagflazione in arrivo?

La stagflazione è quella condizione che si verifica quando l’inflazione fa crescere i prezzi in modo tanto elevato da spingere i consumatori a ridurre gli acquisti, conducendo inesorabilmente l’economia ad una condizione di bassa crescita.

Questa si sta palesando e come lo stesso Mario Draghi ha detto di recente, l’economia italiana crescerà anche se poco: stagflazione.

Cosa fare in questi casi? Qui abbiamo provato a fornire qualche via percorribile per i meno amanti del rischio.

Nel frattempo il rendimento del Btp Italia è sceso al 2,91%.

This article was originally posted on FX Empire

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