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Covid, Ministero della Salute: "Variante inglese già in 70 paesi"

Primo Piano
·1 minuto per la lettura

Il nuovo ceppo inglese di Sars-Cov-2 è attualmente la variante predominante nel Regno Unito. Non solo: al 25 gennaio 2021, 70 Paesi hanno riportato casi importati o trasmissione comunitaria di tale variante. È quanto si legge nella circolare del Ministero della Salute intitolata "Aggiornamento sulla diffusione a livello globale delle nuove varianti SarsCov" e firmata da Gianni Rezza, direttore della Prevenzione del ministero della Salute.

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"In Gb e Irlanda del Nord la variante ha dimostrato di avere una maggiore trasmissibilità rispetto a quelle circolanti prima", dice la circolare. Studi preliminari, inoltre, "suggeriscono una maggiore gravità della malattia, tuttavia per confermare questo dato sono necessarie ulteriori analisi". L'efficacia vaccinale sembrerebbe "limitatamente e non significativamente ridotta". Al momento, riporta il Ministero, non ci sono evidenze di una significativa differenza nel rischio di reinfezione rispetto agli altri ceppi virali circolanti. Sono comunque in corso studi per valutare l'effetto di questa variante sull'efficacia vaccinale.

Il contenuto della circolare si basa sulle evidenze scientifiche e le indicazioni pubblicate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e dal Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (Ecdc).

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Secondo l’Oms, riporta la circolare, l’emergenza di nuove varianti sottolinea "l’importanza, per chiunque, compresi coloro che hanno avuto l’infezione o che sono stati vaccinati, di aderire rigorosamente alle misure di controllo sanitarie e socio-comportamentali". Inoltre, l'Ecdc ritiene "molto alta" la probabilità di introduzione e diffusione in comunità nei Paesi Ue delle varianti e in particolare di quella "inglese" e l'impatto dell'introduzione in comunità delle varianti in Ue è ritenuto "alto".

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