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Cautela Fed su inflazione frena dollaro, sterlina cede dopo parole Barnier

NEW YORK (Reuters) - Il dollaro viaggia appena oltre i minimi da due settimane sulle principali controparti, appesantito dalla preoccupazione di diversi esponenti Fed verso la prolungata debolezza dell'inflazione, emersa dai verbali dell'ultima riunione di politica monetaria, che potrebbe limitare il numero delle prossime strette monetarie.

Intorno alle 14,10 l'indice del biglietto verde, che ne traccia l'andamento nei confronti del paniere di valute principali, è poco mosso in area 93,090, dopo aver toccato un minimo da circa due settimane a 92,797.

Precipita la sterlina dopo le parole del capo negoziatore Ue per la Brexit Michel Barnier, che ha reso noto come non ci siano progressi sostanziali nelle trattative con il Regno Unito.

La valuta britannica cede lo 0,7% sul biglietto verde a 1,3137 dollari e lo 0,9% sull'euro, che sale a 0,9022 da 0,8966 sterline.

L'euro mantiene i guadagni messi a segno sul dollaro nelle ultime sedute, alla luce della serie di dati macro incoraggianti che rafforzano l'idea che il consiglio della Banca centrale europea deciderà al consiglio del 25-26 ottobre una riduzione dello stimolo monetario, mentre sembrano al momento scongiurati i timori di un'evoluzione traumatica della crisi catalana.

La valuta unica viaggia a 1,1852 da 1,1857 dollari dell'ultima chiusura. I numeri della produzione industriale del blocco della zona euro hanno confermato la fase di brillantezza del settore, nonostante il recente apprezzamento del cambio.

C'è attesa per un intervento da Washington del numero uno Bce Mario Draghi, che alle 16,30 parlerà al Peterson Institute, nell'ambito dei meeting annuali di Fondo monetario e Banca Mondiale, a due settimane esatte dal verdetto sul quantitative easing.

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