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Fiat non dovrà pagare 30 milioni di tasse arretrate - consulente Corte Ue

·2 minuto per la lettura
Il logo Fiat presso una concessionaria a Bruxelles

LUSSEMBURGO (Reuters) - Fiat Chrysler non dovrà pagare 30 milioni di tasse arretrate al Lussemburgo, secondo un consulente della Corte di Giustizia Ue.

Il caso di Fiat si inserisce in una stretta decisa dalla Commissaria europea per la Concorrenza Margrethe Vestager sugli accordi fiscali di favore tra paesi Ue e multinazionali, tra i quali spiccano quello tra Apple e l'Irlanda e quello tra il Lussemburgo e Amazon.

Fiat Chrysler, oggi parte di Stellantis dopo la fusione con la francese Psa a inizio anno, aveva impugnato la richiesta di pagamento dell'Unione europea di fronte alla Corte Generale, ma aveva perso, ricorrendo in appello presso la Corte di giustizia Ue (Cgue).

Anche l'Irlanda, che lo scorso anno aveva vinto la battaglia contro la decisione Ue che le imponeva di recuperare 13 miliardi in tasse arretrate da Apple, ha fatto a sua volta appello contro l'ingiunzione di pagamento a Fiat.

Parlando di entrambi gli appelli, Priit Pikamae, avvocato generale presso la Cgue, ha affermato che il ricorso dell'Irlanda dovrebbe essere accolto e la decisione della Commissione annullata.

Ciò permetterebbe a Fiat di non dover pagare le tasse arretrate, malgrado lo stesso consulente ritenga che l'appello avanzato dalla stessa azienda automobilistica debba essere respinto in quando fondato su argomenti da lui stesso definiti poco convincenti.

Nella sua decisione del 2015, la Commissione aveva accusato Fiat di fissare i prezzi di beni e servizi trasferiti tra sue filiali al di sotto di quelli di mercato, andando automaticamente ad abbassare il proprio carico fiscale.

La Cgue, che statisticamente segue quattro volte su cinque queste opinioni non vincolanti, deciderà nei prossimi mesi.

I procedimenti sono noti come C-885/19 P Fiat Chrysler Finance Europe c. Commissione e C-898/19 P Irlanda c. Commissione.

(Tradotto a Danzica da Enrico Sciacovelli e Luca Fratangelo, in Redazione a Roma Francesca Piscioneri)

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