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Greggio, prezzi in rialzo, proteste in Kazakistan si aggiungono a timori offerta

·2 minuto per la lettura
Due pompe petrolifere a Midland, in Texas

LONDRA (Reuters) - I prezzi del greggio salgono, indirizzandosi verso il maggior rialzo settimanale da metà dicembre, dopo che le proteste in Kazakistan e problemi di produzione in Libia hanno alimentato i timori sull'offerta.

** Intorno alle ore 11,20 italiane, i futures sul Brent avanzano di 89 centesimi, o dell'1,09%, a 82,88 dollari il barile. I futures sul greggio Usa guadagnano 81 centesimi, o l'1,02%, a 80,25 dollari il barile.

** I due contratti si preparano a chiudere la prima settimana dell'anno in rialzo quasi del 6,5%, con i prezzi ai massimi da fine novembre, dopo che i timori per l'offerta hanno eclissato le preoccupazioni in merito al potenziale impatto della variante Omicron del coronavirus sulla domanda.

** Le forze dell'ordine sembrano aver ripreso il controllo delle strade di Almaty, principale città del Kazakistan, e il presidente ha affermato che l'ordine costituzionale è stato in gran parte ripristinato, un giorno dopo che la Russia ha inviato truppe per contenere le proteste.

** Le proteste sono iniziate nelle regioni occidentali del Kazakistan, ricche di petrolio, dopo la revoca a Capodanno dei limiti statali sul prezzo del butano e propano.

** La produzione di greggio presso il maggior campo petrolifero della nazione a Tengiz ieri ha visto una riduzione, ha comunicato l'operatore Chevron, dopo che alcuni contractor hanno ostruito le linee ferroviarie per sostenere le proteste scoppiate nell'intero paese dell'Asia centrale.

** Intanto gli aumenti alla produzione dell'Opec+ non riescono a tenere il passo con la crescita della domanda.

** La produzione dell'Opec a dicembre è aumentata di 70.000 barili al giorno dal mese precedente, rispetto all'incremento di 253.000 barili al giorno concesso in base all'accordo di fornitura dell'Opec+, che ha ripristinato la produzione dopo i forti tagli visti nel 2020, quando la domanda era crollata per i lockdown imposti per far fronte al Covid-19.

** La produzione in Libia è scesa a 729.000 barili al giorno, in calo dai massimi di 1,3 milioni di barili al giorno visti lo scorso anno, in parte a causa di lavori di manutenzione agli oleodotti.

** Anche se la variante Omicron del coronavirus continua a diffondersi rapidamente, i timori sul fronte della domanda si stanno calmando viste le evidenze di minor gravità rispetto alle varianti precedenti.

(Tradotto a Danzica da Enrico Sciacovelli, in Redazione a Milano Sabina Suzzi)

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