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Greggio, prezzi rimbalzano grazie a robusti dati economici

·2 minuto per la lettura
Pompe petroifere davanti a una piattaforma di perforazione in un giacimento petrolifero a Midland, Texas,

LONDRA (Reuters) - I prezzi del petrolio sono in rialzo grazie al supporto dei solidi dati economici pubblicati da Cina e Usa, che consentono di recuperare parte delle perdite accumulate nell'ultima sessione per gli aumenti delle scorte Opec+ e per i contagi in Europa e India.

Alle 11,20 i futures sul Brent sono scambiati a 63,54 dollari al barile, in crescita del 2,24%. I futures sul greggio Usa crescono invece del 2,34% a 60,04 dollari a barile. Entrambi i contratti avevano perso circa 3 dollari nella giornata di ieri.

Le morti connesse al coronavirus nel mondo hanno superato i 3 milioni secondo il conteggio di Reuters, con una nuova ondata di contagi che sta mettendo a rischio le campagne vaccinali.

Il sentiment viene favorito dai dati di marzo, che hanno mostrato come l'attività dei servizi negli Usa abbia toccato un massimo record. Anche il comparto dei servizi cinese si è mostrato dinamico, con il maggiore aumento delle vendite in tre mesi.

In aggiunta a ciò, la Gran Bretagna è pronta a rimuovere ulteriori restrizioni il 12 aprile, con l'apertura di una serie di attività commerciali quali tutti i negozi, le palestre, i parrucchieri e le aree di ospitalità all'aperto.

Ad ogni modo, le nuove restrizioni in gran parte d'Europa e l'aumento di contagi in India gravano sui prezzi.

"Questo creerà con ogni probabilità timori riguardo la domanda, dato che al momento gran parte dell'outlook positivo del mercato del petrolio si basa sul presupposto di una forte ripresa della domanda nella seconda metà dell'anno", osserva l'analista Ing Warren Patterson.

Questi fattori hanno aiutato a controbilanciare i timori riguardo l'accordo giunto la scorsa settimana in seno al gruppo noto come Opec+, che comprende i paesi Opec e i loro alleati, di aumentare l'offerta di 350.000 barili al giorno a maggio, di ulteriori 350.000 barili al giorno a giugno e di 400.000 barili al giorno a luglio.

L'attenzione del mercato ora è tesa alle trattative indirette tra Usa e Iran a Vienna per rilanciare l'accordo del 2015 sul nucleare, che potrebbe portare Washington a rimuovere le sanzioni sul settore dell'energia iraniano.

Goldman Sachs sostiene che qualsiasi potenziale ripresa nell'export di petrolio iraniano non sarebbe uno shock per il mercato e che una completa ripresa non dovrebbe avvenire prima dell'estate 2022.

Nel frattempo continua la tensione crescente tra Arabia Saudita e India. Le raffinerie di Stato indiane hanno in programma di comprare a maggio il 36% di petrolio saudita in meno rispetto ai valori normali, secondo tre fonti.

(Tradotto da Luca Fratangelo a Danzica, in Redazione a Milano Cristina Carlevaro, luca.fratangelo@thomsonreuters.com, +48587696613)