Impignorabilità prima casa, in Italia è possibile?

Diritto alla casa: le indiscrezioni in merito all'abolizione dell'ipoteca sulla prima casa e la relativa impignorabilità della stessa diventano i nuovi punti programmatici da rilanciare in campagna elettorale a poche settimane dal voto. Da Grillo a Berlusconi, passando per la fondatrice del nuovo movimento politico "Fratelli d'Italia" Giorgia Meloni, l'idea di tutelare un bene come quello della casa, vessata da tasse di ogni tipo, dall'Imu alla tassa sui rifiuti, potrebbe essere la carta vincente per spostare voti e consensi da una parte all'altra.

Il mutuo prima casa è il prestito ipotecario più diffuso che una banca fornisce a coloro che vogliono acquistare un immobile ma non hanno possibilità economiche per farlo e soprattutto non sono proprietari di altro immobile. Il contratto consiste in questo: la banca finanzia l'acquisto della casa, coprendo fino all' 80% del valore di mercato dell'immobile oggetto di ipoteca. Dall'altra parte, il "consumatore" si impegna al pagamento periodico delle rate, a tassi fissi o variabili, per restituire l'importo concesso. In caso di insolvenza, il creditore potrà chiedere alla magistratura di procedere al pignoramento alla vendita dell'immobile per rientrare in possesso del finanziamento elargito e non restituito. Ed è proprio su questo aspetto che alcuni partiti politici stanno puntando la loro campagna elettorale.

INFOGRAFICA - gli step per ottenere un mutuo

L'ipoteca sulla prima casa è la forma di prestito più diffusa in Italia, nonostante non sia facile potervi accedere. E, qualora venisse meno la possibilità di poter ipotecare la prima casa, verrebbe meno anche il diritto abitativo soprattutto per le giovani coppie: da luglio 2012 a gennaio 2013, infatti, si calcola che una richiesta su quattro di mutui on line sia pervenuta da giovani under 30. Tra questi, quelli effettivamente erogati ai giovani sono stati solo il 16%. I motivi che impediscono ad una banca di accordare un finanziamento sono, oltre alla situazione economica e professionale dei richiedenti, anche la loro storia creditizia che in un giovane manca per forza di cose. Così, nella maggior parte dei casi, è necessario l'aiuto concreto di un adulto: il 37% dei mutui concessi lo scorso hanno riporta la firma di un giovane e quella di un garante o cointestatario adulto, molto spesso un genitore.

A complicare le cose ci pensano i tassi di interesse: confrontando i numeri con quelli degli altri stati europei, l'Italia ha i mutui più costosi d' Europa. Recenti statistiche dimostrano che il tasso di interesse medio per i mutui concessi in Italia è di circa lo 0,70% più alto che negli altri paesi europei, ovvero il 4% contro il 3,3%. In Finlandia, Germania e Spagna, ad esempio, sono dell' 1% in media più convenienti che in Italia. Rispetto alla media europea, inoltre, la rata mensile italiana, per un mutuo immobiliare di 150 mila euro rimborsabile in 25 anni, è di circa 80 euro al mese in più rispetto a quella degli altri stati europei.

Nel frattempo, è stata concordata una "mini proroga" per le rate sui mutui prima casa. L'accordo tra l'Abi - Associazione bancaria italiana - e 13 associazioni di consumatori ha stabilito una sospensione delle rate sui mutui prima casa fino al 31 marzo 2013, in attesa che venga attivato il Fondo di solidarietà. Un fondo che viene chiesto con insistenza dalle associazioni al governo, perchè è uno strumento fondamentale per il sostegno al pagamento delle rate del mutuo per le famiglie in difficoltà e non solo.

E c'è attesa per le novità che il governo dovrebbe emanare in materia di mutui prima casa per le giovani coppie, andando a modificare quei paletti troppo rigorosi che non permettono ai giovani di costruirsi un futuro. Tra gli interventi in programma, in primis c'è la modifica del differenziale massimo sui mutui ammissibili alla garanzia del Fondo. Salta anche il vincolo del reddito: ai fini Isee, il reddito complessivo sale da 35 a 40 mila euro e non dovrà almeno per la metà essere frutto di lavoro dipendente, un aspetto che garantirà di chiedere un prestito anche ai giovani lavoratori precari.