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Investire nell’acqua per combattere la siccità: il nuovo oro

La siccità non è più una emergenza che riguarda il Madagascar, l’Etiopia o altri paesi molto lontani da noi. La siccità è a casa nostra e rischiamo razionamenti dell’acqua in molte regioni italiane.

Investire nell’acqua per combattere la siccità è dunque una urgenza a cui gli investitori più sensibili dovrebbero rivolgere una attenta riflessione, perché una nazione senza acqua è finita, non ha più senso alcun business.

Chi, infatti, vorrebbe vivere in una Italia in siccità sistemica e mangiata dal deserto, in un territorio buono solo per i set cinematografici ambientati in scenari estremi?

Siccità: inquadrare il problema

Ci sono territori come l’Italia dove le bombe d’acqua si alternano a periodi di siccità, e territori dove da decenni devono fare i conti con la scarsità d’acqua da bere, per l’igiene personale e ad uso agricolo.

Nel primo caso ci si domanda come sia possibile che non rimanga nulla di quella massa d’acqua che piove intensamente sui territori, tanto da gettarli nell’emergenza opposta (la siccità) qualche mese dopo?

La risposta è complessa e richiama una serie di fattori tra loro concatenati. In primis l’acqua scaricata a terra in poco tempo non permette al suolo l’assorbimento completo, poi non bisogna dimenticare che la cementificazione di ogni centimetro quadrato del territorio ostacola l’assorbimento dell’acqua che, dunque, scorre via verso il mare.

A ciò si aggiunga la mancanza di bacini di raccolta dell’acqua piovana, i quali potrebbero entrare in funzione durante le alluvioni per alleggerire i corsi dei fiumi in piena e durante i periodi di siccità per aumentare la portata dei fiumi in secca.

La risposta alla siccità

Da oltre 40 anni l’osmosi inversa è la risposta alle esigenze idriche di territori del pianeta dove l’acqua è scarsa di natura. In Israele, ad esempio, il ricorso agli impianti di dissalazione dell’acqua di mare per uso umano è la normalità, ed è così che questo paese vive.

Il processo che trasforma l’acqua di mare in acqua potabile, o comunque utile per l’attività agricola, non è economico e bisogna aggiungere che il processo crea come scorie acque salmastre che sono dannose per l’ambiente in cui vengono disperse.

Bisogna considerare in aggiunta, che il processo richiede consumo di energia intensivo, quindi le nazioni devono aggiungere questa voce onerosa al conto economico.

Sono in corso degli studi che dimostrano come con opportuni accorgimenti tecnologici sarebbe possibile abbattere i costi di trasformazione, tuttavia, il corretto smaltimento dei residui e il costo energetico restano.

La risposta alla siccità, dunque, non può provenire per tutti i paesi che la subiscono dal processo di dissalazione dell’acqua di mare.

Servono soluzioni come i bacini di raccolta dell’acqua piovana in grado di garantire acqua dolce pronta all’uso e meno costosa.

Anche la raccolta dell’acqua piovana ad uso privato andrebbe sviluppata. Si pensi ai benefici che ne potrebbero derivare se i grandi condomini delle città raccogliessero l’acqua piovana allo scopo di usarla per le attività domestiche secondarie: pulizia dei pavimenti, come acqua di scarico del bagno, irrigazione delle aiuole e giardini condominiali.

Le acque reflue dovranno giocare un ruolo importante nel risparmio idrico, infatti, se opportunamente depurate potrebbero essere indirizzate verso l’agricoltura.

L’acqua è il nuovo oro

L’acqua è il nuovo oro non è uno slogan ad uso giornalistico. La siccità potrebbe nei prossimi decenni essere la causa di imponenti migrazioni di popoli, e portare a guerre per la gestione dei bacini idrici.

E che la situazione sia abbastanza grave lo dice lo studio2021 State of climate services: water”, in cui si fa presente come al 2018 circa 2,3 miliardi di persone vivevano in un contesto dove l’acqua è già scarsa, mentre 3,6 miliardi di persone vivevano in un contesto dove l’accesso all’acqua è inadeguato per almeno un mese all’anno.

Se non si dovesse invertire la rotta, nel 2050 saranno 5 i miliardi di persone con difficoltà di accesso all’acqua: metà della popolazione mondiale.

Ne consegue che la strategia migliore non potrà essere quella del dominio dell’acqua ad opera di pochi. Un’acqua gestita da pochi per essere distribuita alle popolazioni assetate.

La strada deve passare per l’investire in soluzioni capaci di garantire a tutti acqua dolce e potabile senza cadere nella logica del ricatto, poiché quest’ultimo porterà senza dubbio a guerre e a tensioni sociali che non faranno bene al portafoglio finanziario: in alcun modo.

Come investire nell’acqua per combattere la siccità

Fino ad ora abbiamo provato a inquadrare il problema e a fornire in linea di principio le soluzioni che potrebbero essere messe in campo per battere la siccità.

Ma come investire nell’acqua per aiutare noi stessi e gli altri, e allo stesso tempo diventare parte di questo che a tutti gli effetti va inserito nella lista degli investimenti tematici del momento?

Le strade percorribili sono essenzialmente due:

  1. investire in titoli azionari legati all’industria di gestione e trattamento delle acque;

  2. investire in fondi comuni legati al tema dell’acqua.

Le due strade si conciliano, possono entrare contemporaneamente a far parte del portafoglio finanziario personale. Tutto dipende dalle possibilità di investimento e dall’attitudine al rischio di ciascuno.

Le azioni per investire nell’acqua

Tra i titoli azionari per investire nell’acqua troviamo molte società internazionali e nazionali, che a vario titolo possono essere legate alla gestione dell’acqua dolce.

Vanno considerate in questo elenco le seguenti società:

  • società idriche;

  • società di gestione delle acque reflue;

  • società di gestione delle centrali idroelettriche;

  • società sviluppatrici di sistemi per l’osmosi inversa e conversione dell’acqua di mare in acqua potabile.

In Italia abbiamo Acea (ACE), Iren (IRE), Hera (HER) e tante altre. Sul piano internazionale troviamo A.O. Smith Corporation (AOS), Advanced Drainage Systems Inc (WMS), Evoqua Water Technologies Corp (AQUA).

Nel Regno Unito troviamo Severn Trent (SVT), United Utilities (UU) e Pennon Group (PNN).

Fondi di investimento legati al tema dell’acqua

Molti i fondi di investimento che permettono una esposizione al tema dell’acqua. Tra questi troviamo il RobecoSAM Sustainable Water Equities, il Thematics Water fund di Natixis, il BNP Paribas Aqua ed ancora il Pictet Water.

Tutti fondi denominati in euro, come anche il Fidelity Sustainable Water & Waste Fund.

Perché investire in acqua aiuterà a combattere la siccità

Senza investimenti non esiste ricerca, e senza ricerca non esiste l’innovazione tecnologia. Solo grazie agli investimenti è possibile trovare nuove soluzioni capaci di migliorare l’accesso all’acqua per miliardi di persone.

Il premio per l’aver investito nel tema dell’acqua sarà tangibile ed economicamente verificabile tra alcuni anni, quando la siccità sommergerà molti paesi europei e di altri continenti.

This article was originally posted on FX Empire

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