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Italia, produzione industria torna in netto calo a settembre, trim3 -0,4% -Istat

Bandiera italiana a Palazzo Chigi, a Roma

ROMA (Reuters) - Dopo due mesi di crescita, l'indice destagionalizzato della produzione industriale italiana registra a settembre una decisa diminuzione congiunturale, mentre risulta in modesto calo anche il complesso del terzo trimestre rispetto ai tre mesi precedenti.

Secondo i dati diffusi stamani da Istat, la produzione segna un decremento dell'1,8% mensile, dopo il +2,3% di agosto, rispetto ad un consensus pari a -1,5%.

"Tra i principali settori di attività sono in aumento solo i beni strumentali", osserva l'Istituto nella nota che accompagna i dati.

La contrazione nella media del terzo trimestre è pari allo 0,4%.

Corretta per gli effetti di calendario, la produzione decresce su anno dello 0,5% dal +2,9% di agosto (i giorni lavorativi di calendario sono stati 22 come a settembre 2021), posizionandosi sotto le attese che la vedevano a +0,9%.

"A livello settoriale è ampia la flessione dei beni intermedi e dell'energia, mentre sono in crescita i beni di consumo e i beni strumentali", si legge nel comunicato.

Nei tre mesi luglio-settembre, l'economia italiana, sebbene in decelerazione sul trimestre precedente, ha registrato una crescita oltre le attese pari allo 0,5%, nonostante un'inflazione a due cifre surriscaldata dallo shock energetico.

Grazie ad una performance positiva e all'insperata resilienza mostrata dal Pil nelle prime tre frazioni dell'anno, nella Nadef presentata questa settimana il governo Meloni ha rivisto al rialzo a +3,7% dal precedente +3,3% il target 2022, mentre si addensano nubi recessive sull'ultimo trimestre e sul 2023.

Per l'anno prossimo, l'obiettivo di crescita resta fissato allo 0,6%.

Quanto alla produzione industriale, considerata un buon anticipatore dell'andamento del Prodotto interno lordo, dopo la contenuta caduta del terzo trimestre diversi analisti, tra cui Prometeia, segnalano una dinamica di più deciso ripiegamento per il quarto.

Nel corso di un'audizione in Parlamento ieri, il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha affermato che il governo resta pronto ad intervenire tempestivamente, laddove fosse necessario, per fronteggiare i rischi recessivi, sottolineando che solo una crescita sostenuta aiuta ad abbattere il debito pubblico.

(Valentina Consiglio, editing Antonella Cinelli)