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L’intelligenza artificiale è la più brava a trovare il tumore al polmone

Nel nuovo studio, pubblicato su Nature Medicine, i ricercatori hanno applicato la propria Ia allo screening per il tumore al polmone di pazienti fumatori (Getty)

Un valido aiuto per prevenire i tumori ai polmoni. Le intelligenze artificiali (Ia) potrebbero in futuro affiancare i clinici anche sul campo della prevenzione e della diagnosi precoce. Google ha realizzato una ricerca, in collaborazione con alcuni centri medici statunitensi, per testare un algoritmo di machine learning in grado di riconoscere, a partire dalle Tac di pazienti fumatori, piccoli tumori polmonari.

L’intelligenza artificiale e le diagnosi

Per ora l’Ia non è ancora pronta per un’applicazione su larga scala, ma i test sono incoraggianti poiché è stata rilevata un’accuratezza di diagnosi del 94%. L’intelligenza artificiale, quindi, può fornire un aiuto ai radiologi umani. La procedura prevede lo sviluppo di un algoritmo che, basandosi su grandi quantità di informazioni pregresse, impara a riconoscere le caratteristiche di condizioni patologiche. Più è grande l’archivio di informazioni, più l’intelligenza artificiale è precisa nell’interpretazione.

Diagnosi precoce

Lo screening tramite Tac per riconoscere situazioni a rischio o neoplasie in fase precoce è riconosciuto come strumento diagnostico affidabile che ha diminuito la mortalità per cancro ai polmoni, consentendo di inserire i pazienti in gruppi a diversi gradi di rischio e di impostare un piano di follow-up studiato ad hoc, in relazione al quadro clinico. I medici possono però sbagliare e restituire al paziente falsi positivi e falsi negativi.

Lo studio

Nel nuovo studio, pubblicato su Nature Medicine, i ricercatori hanno applicato la propria Ia allo screening per il tumore al polmone di pazienti fumatori, per verificare se grazie a questo strumento fosse possibile abbassare la percentuale di errore. Dopo una fase di test, la rete neurale è stata testata sulle Tac di 6.716 pazienti con diagnosi nota per verificare il grado di accuratezza che avrebbe raggiunto. I risultati promuovono la Ia a pieni voti: il sistema si è rivelato accurato nel 94% dei casi, battendo le performance di 6 radiologi nella linea di test one shot, cioè con una sola immagine tac corrente, e pareggiando con gli esperti umani quando erano disponibili più Tac consecutive per lo stesso caso. Nessuna intelligenza artificiale, comunque, potrà sostituire la figura del medico poiché il controllo umano resta fondamentale.

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