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Manovra, 700 scuole verso la chiusura? Cos'è il dimensionamento scolastico

Manovra, 700 scuole verso la chiusura? Cos'è il dimensionamento scolastico (REUTERS/Remo Casilli)
Manovra, 700 scuole verso la chiusura? Cos'è il dimensionamento scolastico (REUTERS/Remo Casilli)

La nuova manovra messa a punto dal governo Meloni porta con sé importanti misure che, nei 35 miliardi di spesa ipotizzati dalla neo premier, puntano a risollevare l'Italia. Tra tagli dell'Iva per alcuni prodotti e, in altri casi, addio a sconti che avevano fatto piacere agli italiani, nella legge di Bilancio non trovano però spazio gli aiuti per la pubblica istruzione e la sanità.

Se quello del settore medico è stato uno dei punti più discussi delle ultime settimane, quello relativo alla scuola e quel che sarà nei prossimi anni ha ricevuto attenzioni ben diverse. Nella manovra, nonostante l'assenza di misure in favore del comparto scolastico, si parla però di dimensionamento. Di cosa si tratta e cosa potrebbe comportare?

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Quando si parla di “dimensionamento scolastico” si intende il piano di dimensionamento della rete scolastica, ovvero uno strumento per l’aggregazione, la fusione e la soppressione di scuole al fine di definire una scuola di dimensioni ottimali. Lo strumento è stato pensato a partire dal 2000, anno nel quale la scuola si presentava estremamente frammentata. L’obiettivo di questa mossa è quello di avere quante più scuole di dimensioni ottimali possibili, che garantiscono a loro modo una serie di vantaggi come l’autonomia scolastica tramite l’attivazione di economie di scala, la stabilità nel tempo e il peso istituzionale per interloquire con la comunità locali.

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Nella manovra, nello specifico, si fa un chiaro riferimento a un piano biennale che potrebbe portare quindi alla chiusura di diversi istituti: "Le Regioni, sulla base dei parametri individuati dal decreto di cui al primo periodo provvedono autonomamente al dimensionamento della rete scolastica entro il 30 novembre di ogni anno, nei limiti del contingente annuale individuato dal medesimo decreto”. Passando dal "burocratese" alla traduzione di quanto scritto in legge di Bilancio, il Governo chiede alle Regioni la comunicazione del dimensionamento della rete scolastica entro il 30 novembre di ogni anno, con le regole che cambiano in base alla grandezza delle aree geografiche e che potrebbero quindi portare a un "ritardo" che non deve superare i 30 giorni.

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Secondo le prime stime questo “dimensionamento” comporterebbe una perdita di almeno 700 istituti suddivisi, principalmente, nelle Regioni in sofferenza come Sardegna, Calabria e Basilicata. Non vengono escluse anche Regioni come Abruzzo, Molise e Campania dove il “dimensionamento spontaneo” è piuttosto lento.

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