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Morti in incidenti stradali: mai così pochi in 10 anni

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incidente (Queven_Pixabay)
incidente (Queven_Pixabay)

Nel 2019 sono stati 172.183 gli incidenti stradali con lesioni a persone in Italia, in lieve calo rispetto al 2018 (-0,2%), con 3.173 vittime (morti entro 30 giorni dall'evento) e 241.384 feriti (-0,6%). Il numero dei morti diminuisce rispetto al 2018 (-161, pari a -4,8%), per il secondo anno consecutivo dopo l'aumento registrato nel 2017, e si attesta sul livello minimo mai raggiunto nell'ultima decade. I dati arrivano dal Report sugli incidenti str

adali dell'Istat.

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Aumentano i morti fra i ciclisti

Tra le vittime risultano in aumento i ciclisti (253; +15,5%) e i motociclisti (698; +1,6%); in diminuzione le altre categorie di utenti: pedoni (534; -12,7%), ciclomotoristi (88; -18,5%), occupanti di veicoli per il trasporto merci (137; -27,5%) e automobilisti (1.411; -0,8%). Il marcato aumento delle vittime tra i ciclisti, soprattutto su strade statali nell'abitato e fuori città, è associato anche a una crescita degli incidenti stradali che coinvolgono biciclette (+3,3%), a una sempre maggiore diffusione dell'uso del mezzo a due ruote per gli spostamenti, pari al 25% nel 2019, e all'aumento delle vendite di biciclette, nel 2019 il 7% in più rispetto al 2018.

Meno vittime anche sulle strade dell'Ue

Continua a scendere anche in Europa (Ue28 - incluso il Regno Unito) il numero delle vittime sulle strade. Nel complesso quasi 25mila persone sono decedute in incidenti stradali, contro le 31.595 del 2010, con una riduzione nel periodo del 22,1%. Risultato migliore di quello europeo si registra in Italia, con una diminuzione del 22,9%. Tra il 2018 e il 2019, il numero delle vittime diminuisce del 2,3% nella Ue28 e del 4,8% in Italia.

Il tasso di mortalità stradale (morti per milione di abitanti) si attesta, nel 2019, a 48,1 nella Ue28 e a 52,6 in Italia (nel 2010 rispettivamente pari a 62,8 e 69,4). Il nostro Paese si colloca al sedicesimo posto nella graduatoria europea, stabile rispetto al 2018.

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Estate periodo peggiore

I mesi estivi si confermano il periodo con il maggior numero di incidenti stradali e vittime. In particolare giugno e luglio presentano picchi per numero di incidenti, quasi 17mila per entrambi i mesi. Agosto è il mese peggiore per la pericolosità, con 2,2 morti ogni 100 incidenti, che salgono a 5 sulle strade extraurbane, e a 7 nel caso di scontro frontale. Anche a marzo si registrano livelli elevati.

Quando su verificano gli incidenti

L'incidentalità stradale presenta dei picchi dal lunedì al venerdì in corrispondenza degli spostamenti casa-lavoro, e nel fine settimana tra le 11 e le 20. Gli incidenti più gravi avvengono tra le 3 e le 5 del mattino e fuori dal centro abitato (11,3 persone ogni 100 incidenti perdono la vita tra le 5 e le 6 del mattino, 9,4 alle tre di notte). E' quanto emerge dal Rapporto dell'Istat sugli incidenti stradali diffuso oggi.

Le principali cause

Tra le cause più frequenti di incidenti si confermano la distrazione alla guida, il mancato rispetto della precedenza e la velocità troppo elevata (nel complesso il 38,2% dei casi). Le violazioni al Codice della Strada risultano in aumento rispetto al 2018; le più sanzionate sono l'inosservanza della segnaletica, il mancato utilizzo di dispositivi di sicurezza a bordo e l'uso del telefono cellulare alla guida; in aumento le contravvenzioni per guida in stato di ebbrezza.

Il costo sociale degli incidenti

Il costo sociale degli incidenti stradali 2019, secondo i parametri indicati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a valori costanti 2010, risulta pari a 16,9 miliardi di euro, l'1% del Pil nazionale, dai 21,4 miliardi del 2010 (-21% in 10 anni). Tra il 2011 e il 2019 sono state risparmiate 6.035 vite umane mentre in termini economici si valutano oltre 9 miliardi di euro risparmiati per le sole vittime e 31,2 miliardi in totale.

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