Mps rivede i livelli di marzo 2012 anche grazie a Basilea 3

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Mps punta a tornare presto in utile, così da rimborsare i Monti-bond ed evitare l'ingresso dello Stato nel capitale della banca. Lo ha assicurato l'ad, Fabrizio Viola, secondo cui "dobbiamo ricreare condizioni di redditività tali da consentire il pagamento cash delle cedole". Tutte le decisioni assunte dal management della banca negli ultimi mesi vanno in questa direzione, a partire da quelle sul versante dei costi, dove il passaggio fondamentale è stato l'accordo sindacale di fine anno.

"Solo restituendo alla banca", ha aggiunto Viola in un'intervista alla stampa, "la solidità patrimoniale e la redditività che hanno caratterizzato gran parte della sua storia secolare potremo fare a meno del supporto pubblico". A fronte del sostegno pubblico, la Commissione europea ha chiesto un nuovo piano industriale alla banca entro giugno.

Per Viola questo nuovo piano ricalca "sostanzialmente" quello precedente: "gli obiettivi di redditività e patrimonializzazione al 31 dicembre 2015 non saranno diversi". La banca punta infatti ad accelerare sul lato del taglio dei costi operativi e sul fronte dei ricavi è impegnata a incrementare il contributo dei servizi.

"Quindi il piano di ristrutturazione da presentare alla Commissione europea sarà simile al piano industriale presentato a metà del 2012, in modo da consentire alla banca di confermare gli attuali obiettivi per il 2015 : utile netto a 633 milioni di euro , superiore alla nostra stima di 466 milioni o di 384 milioni comprese le dismissioni ", commentano gli analisti di Kepler .

"Viola ha anche precisato che la rinegoziazione in corso dei contratti derivati su 29 milioni di euro di titoli governativi italiani detenuti dalla banca avrà un impatto positivo sul margine di interesse", ricordano gli esperti di Kepler . Infine, "ha detto che le cessioni di asset sono difficili ma non impossibili. Apprezziamo dunque la fiducia del ceo nel raggiungimento degli obiettivi , anche se manteniamo le nostre stime molto più caute e il rating hold sul titolo con un target price a 0,21 euro".

Rassicurazioni che Piazza Affari coglie subito e, complice l'accordo tra i governatori del comitato di Basilea per un'applicazione più graduale delle nuove regole di Basilea 3, fa schizzare Mps del 12,73% a quota 0,2976 euro, di gran lunga la performance migliore del Ftse Mib (Milano: FTSEMIB.MI - notizie) , sovraperformando il settore bancario europeo (+1,77% lo Stoxx). Anche i volumi sono molto sostenuti, segno che sono scattate le ricoperture: sono già passati di mano 528 milioni di pezzi, più del doppio della media di un'intera seduta negli ultimi trenta giorni.

In sintesi, i requisiti previsti dalle nuove regole sulla liquidità delle banche, Lcr, entreranno in vigore come previsto a partire dal primo gennaio 2015, ma con una copertura al 60% che sarà gradualmente elevata del 10% all'anno fino ad arrivare al 100% il primo gennaio del 2019.

"Era ampiamente attesa una diluizione dei requisiti, ma l'intervento è più incisivo", commentano gli analisti di Equita secondo cui la notizia è positiva per le banche, innanzitutto per Mps, e tra le big per Unicredit (Milano: UCG.MI - notizie) più di Intesa Sanpaolo (Milano: ISP.MI - notizie) , ed anche per l'economia europea, che è ancora in una fase di credit crunch.

Inoltre si riduce la percentuale di attivo che deve essere allocata a titoli ad altissimo rating e questo è positivo per lo spread che a sua volta nel caso di Mps ha implicazioni sul raggiungimento dei requisiti patrimoniali richiesti dall'Eba. Gli analisti di Mediobanca (Milano: MB.MI - notizie) (neutral e target price a 0,22 euro) hanno calcolato che le attuali riserve negative Afs sull'esposizione ai titoli di Stato potranno essere annullate quando lo spread Btp/Bund sarà circa a 160 punti base.

Peraltro l'azione è reduce da un rialzo a due cifre nella seduta di venerdì scorso e oggi ha toccato un massimo a quota 0,313 euro, livello che non vedeva da marzo 2012. Il titolo, osserva Giovanni Cuniberti di Studio G2C, dopo una fase laterale in area 0,23 euro, ha messo a segno nella seduta di venerdì tre importanti segnali tecnici: una candela "long white" con apertura vicino ai minimi, una chiusura percentualmente molto distante e vicina ai massimi e la violazione della media mobile a 200 periodi e volumi esplosivi decisamente superiori alla media degli ultimi due mesi. "Il titolo ha tecnicamente molto spazio di salita, soprattutto dopo la violazione di 0,295 euro, mentre solo un ritorno in area 0,21 euro potrebbe riportarlo in mano agli orsi", conclude l'esperto.

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