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Una biblioteca condominiale per aiutare le relazioni tra condomini ma non solo

Cristina Maccarrone
Biblioteca di condominio

Ci sono posti di cui ti innamori a prima vista. E magari capita in un sabato mattina in cui non hai tanta voglia di fare, ma hai deciso che saresti andata sul posto, avresti visto com'è perché “dal vivo è sempre meglio”.

Poi ti ricredi e non solo perché sei circondato da libri, ma perché l'atmosfera che si respira è a metà tra quella del bar sotto casa dove vai da anni e quella di una casa vera e propria. Ed invece è una biblioteca, nata all'interno di un condominio milanese, in via Rembrandt 12, in una zona, che, come racconta Roberto Chiapella, racchiude ancora al suo interno tanti aspetti di quella che era la “vecchia Milàn”.

Chiapella, insieme a Mario Mura e altri abitanti del palazzo che risale agli anni ‘50, ha avuto la bella idea di creare una vera e propria biblioteca al piano terra di un condominio. Se vi rimanda a qualche articolo che avete letto in cui si dice che a New York si fa così per rendere più appetibili le case da comprare, sappiate che siete assai lontani dal vero.

O meglio, l’idea ha poco a che fare con il mercato immobiliare, anzi come spiega Roberto: "Il nostro obiettivo è di creare relazioni, incentivare i rapporti veri non solo tra i condomini, ma anche tra chi si trova a passare da qui. Neanche sapevamo cosa si fa in America... Se ci pensa, tante gente che vive nello stesso condominio non si conosce… E se c’è chi in effetti, per indole, temperamento, magari non ha voglia di andare oltre il saluto, c’è chi si ritrova qui a scambiare quattro chiacchiere ben volentieri.  Il libro è solo un veicolo, uno strumento", mi dice mentre siamo seduti al tavolo della stanza arredata con mensole piene di volumi (1400 finora quelli a disposizione, una trentina quelli presi in prestito), alcune realizzate dagli stessi condomini, in altri casi recuperate qua e là.

Del valore ancora attuale dei libro Chiapella era convinto anche due mesi fa quando ha cominciato a pensare di creare questo spazio comune. Colpa o merito di chi ha buttato dei testi in un cassonetto: “Li ho trovati, li ho recuperati e così è nato il tutto. Ho coinvolto lui (indica Mura seduto con noi al tavolo) e gli altri condomini e così questa ex casa del portiere è diventata una biblioteca condominiale”. L’unica a Milano e dintorni.

Tra libri trovati in un cassonetto a quelli recuperati tramite i condomini, ma anche gente che viene da fuori, questo spazio non ha niente da invidiare alle biblioteche “tradizionali”.

“Il prestito è gratuito e dura un mese, ma è possibile anche rinnovarlo” continua Roberto, guardandosi intorno. “I libri sono tutti catalogati per tipologia, anche se abbiamo per lo più romanzi. D’altronde è questo ciò che la gente legge con più piacere”.

La biblioteca è ancora in forma “embrionale”. “Essenzialmente è aperta agli abitanti del palazzo, ai vicini e alla gente che conosciamo o che qualcuno di noi conosce, gli orari saranno resi noti dopo l’assemblea condominale, nel frattempo visto che la portineria è aperta solo la mattina diciamo che questo è il momento in cui possiamo assicurare il prestito. Chi volesse contattarci può farlo tramite la nostra pagina facebook e anche scrivendo alla nostra mail bibliorembrandt12@gmail.com. Accettiamo sempre libri in donazione, in fondo se un testo viene liberato anziché restare chiuso in una libreria, ha più probabilità di essere letto”.



Lo spazio di via Rembrandt - una stanza più o meno grande con tanto di televisore, divano, mensole e tavolo per la consultazione - ha poi una piccola sezione dedicata ai bambini e sabato 23 febbraio organizza la prima proiezione di un film per i più piccini. “Pensiamo di fare tante altre proiezioni, crediamo che siano importanti momenti di aggregazione”. Quando gli chiedo qual è un libro che va assolutamente letto, Chiapella non ci pensa su più di tanto: “'La città della gioia' di Dominique la Pierre che ho avuto il piacere di scoprire mentre ero in India. Da leggere per capire come lì anche nell’estrema povertà si aiutano tutti”.

La biblioteca finora oltre a ricevere tante visite di gente che viene da fuori (“se se ne aprissero altre in condomini della città, ci piacerebbe creare una rete di biblioteche, con prestiti interbibliotecari”, auspica Chiapella), ha ottenuto anche il placet dei condomini. “Tranne qualcuno, diciamo che la maggior parte è stato collaborativo e contento dell’idea (mentre siamo lì, passano un po’ di persone e qualcuno dona libro di Faletti, ndr)”.

Gli chiedo se c’è qualcosa tra quello che gli hanno detto, che  è rimasta particolarmente impressa. “Sì, più persone hanno affermato: “Pensavo fossimo finiti, invece se nascono iniziative come queste, c’è ancora speranza”.