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“Non è ancora tempo di uscire dai bond Usa di qualità”

Virgilio Chelli
“Non è ancora tempo di uscire dai bond Usa di qualità”

Secondo Legg Mason gli investitori non devono ancora cedere alla tentazione di uscire dalle obbligazioni investment grade americane dopo il bottino portato a casa nel 2019 perché sono presenti fattori tecnici favorevoli

Il 2019 è stato un anno che non è esagerato definire ottimo per chi ha investito in bond americani Investment Grade, vale a dire asset considerati sicuri rispetto alla categoria degli high yield anche se offrono ovviamente un rendimento minore. L’indice Bloomberg Barclays IG Credit ha reso il 13,8% nel 2019. Adesso invece rende 130 punti base in meno rispetto a solo un anno fa perché si è passati dal 4,09% del 2019 all’attuale 2,79%). Gli investitori si ritrovano quindi spread più ristretti e rendimenti complessivi inferiori, e si guardano intorno chiedendosi da dove arriveranno i ritorni nel 2020. A questo punto sembrerebbe naturale uscire da questa asset class, non essendoci più molto da aspettarsi, e molti investitori hanno fatto proprio questo, riducendo l’allocazione sul credito IG.

I FONDAMENTALI RESTANO FORTI ED È MEGLIO ASPETTARE ANCORA PRIMA DI USCIRE

Ma Kurt Halvorson, Portfolio Manager di Western Asset Management, affiliata Legg Mason, ritiene che non sia ancora arrivato il momento giusto per uscire. Esaminando più da vicino i fondamentali societari sottostanti e i fattori tecnici favorevoli, l’esperto di Western AM pensa che possa essere il caso di attendere ancora, in un anno in cui la caccia ai rendimenti continuerà. Mentre i fondamentali del credito societario sono rimasti forti nell'ultimo anno, secondo Halvorson il più grande cambiamento ha avuto luogo dal lato tecnico del mercato, con le Banche Centrali che continuano a iniettare liquidità nei mercati nel tentativo di aumentare le aspettative di inflazione.

LA MONTAGNA DI DEBITO A TASSI NEGATIVI COSTRINGE A CERCARE ALTROVE

L’esperto di Western Asset sottolinea che il solo bilancio della Fed è aumentato di oltre $400 mld negli ultimi sei mesi, un aumento di liquidità che sicuramente ha rappresentato un vento a favore per il credito IG, mentre anche le altre Banche centrali globali hanno continuato a ridurre i tassi di interesse con 62 tagli complessivi negli ultimi 12 mesi. Tutto questo ha portato la quantità di obbligazioni a rendimento negativo in giro per il mondo a superare i $13.000 mld. Una situazione che costringe gli investitori a cercare situazioni favorevoli altrove.

“Coronavirus, con gli stimoli giusti l’economia cinese può rimbalzare”

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UN OTTIMO RAPPORTO RISCHIO/RENDIMENTO NEL CONTESTO DEI RITORNI GLOBALI

Il portfolio manager di Western Asset cita l’indice IG Credit, mostra un rendimento del 2,79%. Per molti negli USA può sembrare irrisorio, ma la realtà è che il credito IG USA offre ancora un ottimo rapporto rischio/rendimento se visto nel contesto dei rendimenti globali. Ad avviso dell’esperto di Legg Mason, i consistenti flussi in entrata già osservati nel 2020 confermano come la domanda globale per questa asset class continui a essere molto forte.

L’OFFERTA DI CREDITO ATTESA SEMBRA IMPONENTE, MA IN TERMINI NETTI È IL 40% MENO DEL 2019

Quest’anno è prevista un’offerta di credito IG superiore a $1.000 mld, che sembra un ammontare sufficiente a soddisfare la domanda globale. Ma secondo Halvorson forse non è davvero così, perché se l'offerta lorda di credito IG diminuirà leggermente quest'anno, l'offerta netta sarà quasi del 40% inferiore rispetto al 2019, il dato più basso del decennio. Questo, secondo Western Asset, creerà l’opportunità per l’ennesima spinta “tecnica” al mercato IG.

ANALIZZARE MEGLIO I FATTORI TECNICI PRIMA DI ABBANDONARE LA PARTITA DEL CREDITO IG USA

Il gran numero di titoli che arriveranno a scadenza quest'anno, secondo Halvorson dovrebbe infatti spingere a reinvestiren ancora nel credito IG americano, dati i fondamentali solidi e la mancanza di alternative di investimento valide. Western Asset utilizza una filosofia di investimento bottom-up centrata sui fondamentali. In anni come questi, con fondamentali che restano forti e stabili, la casa consiglia agli investitori di analizzare meglio i fattori tecnici, prima di abbandonare la partita del credito IG USA.