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Prezzi Oro: Sesta Seduta di Consolidamento Sopra alla Vecchia Resistenza

·3 minuto per la lettura

I prezzi dell’oro quotato in dollari al Comex stanno trascorrendo la sesta giornata consecutiva in consolidamento, abbondantemente sopra all’ex resistenza di quota 1835/37 che era stata violata al rialzo durante la sessione del 10 novembre scorso. Nonostante i ripetuti cambi di tendenza che si sono ripetuti dall’11 novembre in poi, il mercato ha mantenuto l’impostazione rialzista contraddistinta da minimi e massimi crescenti. L’attuale “pausa di riflessione” dei prezzi fra 1845 e 1880 va quindi considerata – almeno da un punto di vista tecnico – preparatoria a nuovi allunghi rialzisti. Alle 17.39 CET il contratto future con scadenza a dicembre è in leggera perdita del -0.35% a quota 1863.6.

Disoccupati in calo negli USA

La leggera flessione odierna è probabile conseguenza dei dati incoraggianti relativi alle richieste di sussidi di disoccupazione settimanali negli Stati Uniti. Il dato positivo ha rafforzato negli operatori la convinzione di un aumento dei tassi prima del previsto da parte della Federal Reserve, anche a seguito delle recenti misurazioni che riflettono un rafforzamento dell’inflazione. Nonostante il calo di oggi, i lingotti si sono comunque mantenuti vicini ai livelli di picco degli ultimi cinque mesi, raggiunti nella già menzionata sessione del 10 novembre. Le rilevazioni evidenziano che il numero di americani disoccupati è sceso vicino ai livelli pre-pandemia durante la scorsa settimana. Qualsiasi segnale di economia in ripresa riduce la domanda del metallo-rifugio. Secondo Daniel Pavilonis, stratega di mercato senior presso RJO Futures, lo scenario economico vigente “si correla solo con una maggiore probabilità che la Fed debba effettivamente aumentare i tassi”.

Il punto sui rendimenti e sul dollaro

I rendimenti dei titoli del Tesoro USA si sono mantenuti vicino ai recenti massimi di tre settimane, mentre il dollaro USA si è fermato per riprendere fiato, scivolando indietro rispetto al picco di 16 mesi. Un dollaro più debole rende l’oro più attraente per gli acquirenti che detengono altre valute. Ma se da un lato il lingotto ha beneficiato dell’aumento dei prezzi al consumo negli Stati Uniti e in Europa, un aumento dei tassi di interesse aumenterebbe il costo-opportunità di detenere oro, che non paga cedole. “Al momento, è difficile per l’oro trovare una direzione a causa dell’incertezza legata alla performance del dollaro e della probabile risposta della Fed e di altre banche centrali all’inflazione”, ha affermato Ricardo Evangelista, analista senior di ActivTrades, in un commento rilanciato oggi da Reuters.

Il Quadro Tecnico per il future sull’Oro

Su grafico intraday a scansione di 30 minuti possiamo visualizzare l’attuale disposizione dei supporti di breve/brevissimo periodo, posti a 1855.0/57.8 e 1836.7/40.0. Entrambi i supporti costituiranno potenziali punti di ripartenza del rialzo in caso di arretramenti, in particolare fra stanotte e venerdì. Le proiezioni fissano un obiettivo rialzista a 1-2 sedute a quota 1891.5. Da un punto di vista del rapporto rischio/beneficio, la convenienza per un ingresso long si avrebbe solo in caso di nuovi ritorni dei valori almeno a 1857.8 (sul primo supporto). Lo scenario verrebbe accantonato e rivisto solo in caso di violazione del secondo supporto, meglio se confermata da almeno una chiusura su grafico a 30 minuti inferiore a 1836.7.

This article was originally posted on FX Empire

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