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Il QE infinito? E' realtà. Ecco il primo esempio

Rossana Prezioso
 

Non accenna a diminuire l'ondata di Quantitative Easing che ha invaso il mondo quasi dieci anni or sono e che non ha portato i risultati sperati. Ma questo non è stato sufficiente per permettere alla fiducia dei mercati di crollare.

Il caso Giappone

Infatti se la prima ad invertire la rotta avebbe dovuto essere la Fed la quale, tra l'altro, è stata anche la prima a crearla, la stessa Janet Yellen, dopo aver fato intendere diversamente, dopo i risultati inattesi della Brexit, con ogni probabilità, tirerà nuovamente il freno a mano e allungherà i tempi della seconda stretta sul costo del denaro, cosa che, a loro volta, chi per un motivo e chi per un altro, faranno anche il resto delle banche centrali. Ne è un esempio il Giappone in cui, dopo le elezioni di ieri per il rinnovo della Camera Alta, si è avuta la vittoria del Partito liberal democratico del premier Shinzo Abe, promotore del progetto di stimolo monetario che la cronaca finanziaria ha battezzato con il suo nome, Abenomics. Sarà proprio grazie a questo ultimo rafforzamento che il premier nipponico potrà continuare a sviluppare e potenziare il QE del Sol Levante nonostante sia uno dei più incerti e pericolosi tra i tanti in atto. Guardando ai risultati delle consultazioni elettorali, Abe ha dalla sua parte 116 seggi oltre ai venti portati in dote dal suo alleato Komeito, ramo politico del Soka Gakkai. A quanto pare il pericolo del trattato Trans-Pacific Partnership (Tpp) non si è palesato.

Di (KSE: 003160.KS - notizie) cosa si tratta?

Il Partito Liberal Democratico (Pld), quello cui Abe appartiene, ha un bacino di voti praticamente incrollabile, rappresentato dalla popolazione rurale la quale, dal dopoguerra ad oggi, complice una politica clientelare e protezionistica sui prezzi degli alimentari. Si tratta di una fetta pari al 7 per cento dei giapponesi. Purtroppo ultimamente, questa sorta di blocco compatto, è diventato un po' meno compatto per diversi motivi. Prima di tutto l'aumento dell'età media: quella rurale solitamente è tra le fasce più anziane di una popolazioni a sua volta tra le più longeve al mondo e per ovvi motivi di natura anagrafica sta diminuendo anche perché nn adeguatamente rimpiazzata da nuove leve in misura proporzionale. Inoltre l'entrata in scena del trattato Tpp, firmato dal Giappone a fine 2015, ha posto un serio problema per l'eelttorato rurale: stando a quanto stipulato, infatti, Tokyo dovrà presto tagliare nettamente i prezzi del 95% dei prodotti.

E il mercato (finanziario) ringrazia

Non solo, ma l'entrata in vigore delle nuove norme permetterà l'invasione del mercato agricolo nipponico, di prodotti stranieri a prezzi estremamente bassi con conseguente, ulteriore crollo dei prezzi e perdite per gli agricoltori. Diversa (Other OTC: DVSAF - notizie) la posizione del governo di Tokyo: il Tpp è un'occasione per avere frontiere aperte su un mercato, in particolare quello del sud est asiatico, in crescita fortissima. Purtroppo i produttori giapponesi sono mediamente piccole-medie aziende e in pochi potranno usufruire di numerosi vantaggi che si concretizzeranno solo ed esclusivamente in caso di generosi investimenti in marketing, pubblicità e comunicazione, tutte cose che sono al di fuori della portata del contadino medio. Ad ogni modo, tornando a quanto deciso dalle urne, il pericolo è stato scampato e la maggioranza dei due terzi è stata raggiunta, cosa che permetterà al governo di varare nuovi provvedimenti per finanziare, ancora, il suo QE. E il Nikkei ringrazia con un +4%.

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