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In ribasso, dati manifattura Cina deboli aumentano timori domanda

Tre operai presso una raffineria petrolifera a Houston, Texas

LONDRA (Reuters) - I prezzi del greggio sono in ribasso a causa della debolezza dei dati sull'attività manifatturiera in Cina e Giappone, che pesano sulle prospettive della domanda, mentre gli investitori si preparano alla riunione dell'Opec+ di questa settimana in cui si discuterà l'adeguamento dell'offerta.

Alle 12,30 i futures del Brent perdono l'1,25% a 102,66 dollari al barile. Il greggio statunitense West Texas Intermediate cede l'1,68% a 96,92 dollari al barile.

I nuovi lockdown per limitare la diffusione del coronavirus hanno spento una breve ripresa dell'attività industriale in Cina, il più grande importatore di greggio al mondo. L'indice Caixin/Markit dei responsabili degli acquisti (Pmi) del settore manifatturiero è sceso a luglio a 50,4 da 51,7 del mese precedente, ben al di sotto delle aspettative degli analisti, secondo i dati pubblicati oggi.

A luglio l'attività manifatturiera giapponese si è espansa al ritmo più debole degli ultimi 10 mesi.

I prezzi del greggio hanno chiuso il mese di luglio con la seconda perdita mensile consecutiva, per la prima volta dal 2020, a causa dell'impennata dell'inflazione e dell'aumento dei tassi di interesse che fanno temere una recessione che eroderebbe la domanda di carburante.

Gli analisti di un sondaggio Reuters hanno ridotto per la prima volta da aprile le loro previsioni sui prezzi medi del Brent per il 2022 a 105,75 dollari al barile. Le stime per il Wti sono scese a 101,28 dollari.

L'Opec+ si riunirà mercoledì per decidere la politica di produzione di settembre.

Due delle otto fonti dell'Opec+ di un sondaggio Reuters hanno detto che durante la riunione sarò discusso un modesto aumento della produzione. Il resto ha detto che la produzione sarà probabilmente mantenuta stabile.

Con l'inizio del mese di agosto, l'Opec+ ha completamente annullato i tagli record alla produzione in vigore durante la pandemia.

A pesare sui prezzi è stato anche l'aumento della produzione petrolifera libica, che ha raggiunto 1,2 milioni di barili al giorno (bpd), rispetto agli 800.000 bpd del 22 luglio, dopo la rimozione del blocco di diversi impianti petroliferi.

(Tradotto da Luca Fratangelo, editing Sabina Suzzi)

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