Squinzi: Base industriale a rischio, la politica intervenga

Roma, 23 gen. (LaPresse) - "La crisi sta lasciando profonde ferite. Dal 2007, la produzione industriale ha perso il 25%, il tasso di disoccupazione è raddoppiato, il reddito per abitante è tornato ai livelli del 1997. E' alto il rischio di distruzione della nostra base industriale". Lo ha detto il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, nel corso di una conferenza stampa a viale dell'Astronomia. "L'Italia ha bisogno di una vera e propria terapia d'urto, che deve segnare una forte discontinuità e produrre effetti economici immediati. Occorre ridurre l'Irpef sui redditi più bassi e aumentare i trasferimenti agli incapienti" ha aggiunto Squinzi. "E' un'emergenza economica e sociale" ha detto il presidente di Confindustria, "dobbiamo riconquistare la crescita, creare lavoro, riconoscere e riaffermare la centralità delle imprese, infondere fiducia negli italiani, restituire ai giovani un futuro di progresso, facendo ripartire subito l'economia e rilanciando l'industria, vera colonna portante del Paese". "L'alternativa - ha sottolineato - è il declino: non possiamo e non vogliamo accettarlo. Ne va del futuro dei nostri giovani e delle nostre imprese. Dobbiamo tornare a crescere: è un imperativo e un obiettivo raggiungibile".

"Occorre lavorare quaranta ore in più all'anno, pagate il doppio perché detassate e decontribuite" ha anche ipotizzato Squinzi. "Servono scelte immediate, forti e coraggiose. Senza queste scelte, nei prossimi anni non cresceremo di più dello 0,5% all'anno" preconizza. Le misure dell'agenda di Confindustria in vista delle prossime elezioni "se attuate tutte e subito, mobiliteranno 316 miliardi di euro in cinque anni" ha proseguito. "Serve più flessibilità" nel mercato del lavoro e la riforma Fornero "non è stata sufficiente per una vera liberalizzazione e flessibilità del mercato. Il prossimo governo - ha aggiunto Squinzi - deve arrivare a una formulazione più avanzata e in linea con quello fatto nei maggior parte degli stati europei. Le forze politiche si impegnino nella direzione" delle riforme proposte da Confindustria perchè "siamo arrivati all'ultimo minuto per cambiare il volto del nostro Paese, partendo dalle istituzioni". "La lotta all'evasione fiscale non si fa andando a caccia di Suv a Cortina" ha poi proseguito.

Un tasso di crescita al 3%, un aumento del Pil di 156 miliardi in cinque anni (al netto dell'inflazione) e 2.167 euro in pù per ogni abitante. Sono gli effetti economici che si otterrebbero dall'applicazione delle misure previste nell'agenda di Confindustria, presentata oggi dal numero uno di viale dell'Astronomia, Giorgio Squinzi. Tra gli altri effetti sottolineati da Squinzi anche un tasso di occupazione al 60,6% nel 2018 e il calo della disoccupazione all'8,4% rispetto al 12,3% atteso per il prossimo anno. Le misure dell'agenda di Confindustria, secondo quanto riporta la sintesi del programma, prevedono anche di aumentare il reddito medio delle famiglie italiane di 3.980 euro, inflazione intorno all'1,5%, aumento della produttività di quasi l'1% medio all'anno. L'attuazione delle misure porterebbe, inoltre, a "un'espansione dell'occupazione di 1,8 milioni di unità" e il peso dell'industria "tornerà al 20% del valore aggiunto dell'intera economia, dal 16,7%, gli investimenti balzeranno al 55% cumulato e l'export si innalzerà del 39,1% arrivando al 36,7% del Pil". La ricetta di viale dell'Astronomia, infine, porterebbe a un calo del debito sul Pil al 103,7%, la pressione fiscale dal 45,1% al 42,1% e le spese correnti, al netto degli interessi, dal 42,9% al 36,9 per cento. "Noi non siamo un partito: siamo per definizione e da sempre un'associazione apartitica: sul dibattito politico, come Confindustria, non possiamo e non ci dobbiamo esprimere. Abbiamo fatto una proposta che vale dal nostro punto di vista sia che vinca il centrodestra, il centrosinistra, che ci sia un'alleanza e che vinca Grillo" prosegue. Infine uno sguardo al passato: "Autorevoli non mi sembra appropriato, forse sono autorevoli esponenti del passato" ha risposto a chi gli chiedeva un commento sulle elezioni alla luce delle candidature "autorevoli" dell'ex direttore generale di viale dell'Astronomia, Giampaolo Galli, e del vicepresidente di Confindustria, Alberto Bombassei. "Noi - ha sottolineato Squinzi - abbiamo delle regole: chi si candida è escluso da qualsiasi partecipazione all'attività del sistema". Ultima parola sul caso squinzi: "L'argomento non ci può toccare: le banche sono rappresentate da un'associazione, l'Abi, con la quale abbiamo rapporti di normale collaborazione. La domanda andrebbe posta al futuro presidente dell'Abi".

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