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Taglio dei parlamentari è legge. 300mila euro al giorno risparmiati

Fabio Carbone

Diventa legge il taglio dei parlamentari con 553 voti a favore e solo 14 contrari, più due astenuti. La Camera dei deputati approva l’ultimo passaggio della riforma costituzionale che modifica il comma due dell’art. 56 e il comma 2 dell’art. 57 della Costituzione italiana. Il numero dei deputati alla Camera passerà così da 630 a 400 e al Senato da 315 a 200.

Diventa legge la riforma costituzionale del taglio dei parlamentari con un ultimo passaggio che ha visto votare a favore anche la Lega, come Salvini aveva più volte preannunciato, ma in generale tutti i partiti tranne qualche eccezione.

Se tutti i partiti fossero davvero d’accordo con il taglio non è certo, ma votare contro in questo momento storico avrebbe voluto dire perdere consensi, perché l’opinione pubblica si è ormai persuasa che fosse la scelta giusta, perché il risparmio economico è ciò che conta, il resto viene dopo.

Il premier Conte è soddisfatto

Il premier Giuseppe Conte commenta via Twitter l’approvazione del taglio dei parlamentari, affermando che si tratta di “una riforma che incide sui costi della politica e rende più efficiente il funzionamento delle Camere”. E definisce questo giorno, “una giornata storica” per l’Italia.

Di Maio va subito col pensiero ai soldi risparmiati e sottolinea: “Così vengono risparmiati 300mila euro al giorno”, ovvero circa 109 milioni di euro all’anno.

Salvini e Meloni vogliono la loro parte

Matteo Salvini e la sua Lega votano a favore e il leader del carroccio, commentando l’approvazione del taglio dei parlamentari dice: “A differenza del Pd e dei 5 stelle, la Lega non tradisce e mantiene la parola”.

Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia ci tiene molto a ricordare che il suo partito ha votato sì al taglio in tutte e quattro le letture, e arriva ad affermare che il loro voto è stato addirittura determinante.

I distinguo sul voto al taglio dei parlamentari

Il Pd, fino a ora è stato sempre contrario a questa riforma, ma non nel merito, piuttosto nel modo in cui veniva proposto il taglio dei deputati. A spiegare le motivazioni Graziano Delrio:

“Il nostro è diventato un sì perché sono state accolte le nostre ragioni. Noi non dicevamo no in maniera strumentale perché non volevamo ridurre il numero dei parlamentari… Noi votavamo no perché non c’era un contesto adeguato, perché questo taglio rischiava di non far rappresentare più alcuni territori. Sei regioni per esempio rischiavano di non avere più senatori. Oppure c’era un rapporto molto squilibrato tra le forze politiche.”

Il valore della rappresentanza e il prezzo della democrazia

Sulla rappresentanza degli italiani in parlamento forse ci sarà molto da discutere. Sicuramente ne discuteranno gli addetti ai lavori, i costituzionalisti. Ne discuteranno gli studenti di Giurisprudenza studiando Diritto costituzionale, ma forse anche i cittadini italiani dovrebbero riflettere sul prezzo della democrazia.

Che valore ha la rappresentatività degli italiani in Parlamento? E quanto vale la democrazia che deriva dalla rappresentanza? 300mila euro al giorno?

Perché se da una parte ci sono “i soldi risparmiati” e questo bisognerà vederlo nella pratica fino a che punto sarà vero (basta una legge per aumentare lo stipendio agli altri e si torna punto e accapo), dall’altra c’è il rischio che alcuni territori non vengano più adeguatamente rappresentati in parlamento, che le loro istanze non vengano più rappresentate.

Quanto vale, quindi, la democrazia?

This article was originally posted on FX Empire

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