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Zona euro, attività economica ancora forte ad agosto - Pmi

·3 minuto per la lettura
Diverse bandiere dell'Unione europea a Bruxelles, in Belgio

LONDRA (Reuters) - L'attività economica nella zona euro rimane solida ad agosto, calando solo leggermente rispetto al ritmo di luglio ai massimi di due decenni, con la riapertura dei negozi e il ritorno dei clienti grazie a un rapido programma di vaccinazione.

È quanto emerge dagli indici Pmi flash a cura di Ihs Markit.

Escludendo gli attuali disagi nella catena d'approvvigionamento, l'attività si sarebbe espansa a ritmi più alti, ma i timori legati alle nuove varianti del coronavirus e alla possibilità di nuove restrizioni hanno minato l'ottimismo.

Il Pmi composito flash, considerato un valido indicatore dello stato di salute dell'economia, è sceso a 59,5 punti ad agosto, dai 60,2 di luglio. L'indice ha superato la soglia dei 50 punti che separa la crescita dalla contrazione, pur risultando inferiore alle attese di un sondaggio Reuters, a 59,7 punti.

"L'economia della zona euro è nuovamente a tutto gas, le riaperture hanno avuto l'effetto positivo previsto per la crescita. I timori sull'impatto della variante Delta e sulla carenza di input persistono, ma non hanno fatto deragliare il rimbalzo finora", ha detto Bert Colijn di ING.

Gli indici del settore dei servizi e del settore manifatturiero in Germania persistono in territorio positivo, confermando l'andamento della ripresa della prima economia europea, in base a un sondaggio precedente.

In Francia, la seconda economia del blocco, la crescita dell'attività economica è rallentata da luglio, pur rimanendo resiliente, dati i disagi d'approvvigionamento e l'impatto commerciale dei protocolli sanitari contro il Covid-19.

Tuttavia, il rimbalzo economico della Gran Bretagna dopo il lockdown è rallentato drasticamente, con le aziende sotto pressione a causa di carenze senza precedenti di personale e materie prime, anche se la forte inflazione ha visto un leggero calo.

I mercati hanno reagito poco alla pubblicazione dei dati Pmi, concentrati invece sui timori per la diffusione della variante Delta del Covid-19 a danno della crescita, mentre gli investitori valutano le possibili tempistiche per l'uscita dal programma di stimolo monetario della Federal Reserve, in attesa del discorso del presidente Jerome Powell a Jackson Hole.

STIMOLO OCCUPAZIONE

Le imprese hanno aumentato il loro personale nella zona euro a ritmi vicini ai massimi, senza poter completare le nuove attività in arrivo, accumulando un backlog al terzo ritmo più alto dall'inizio delle rilevazioni. L'indice composito dell'occupazione è risultato a 56,1 punti.

L'indice Pmi legato al settore dei servizi, il primo nella zona euro, è scivolato a 59,7 dai massimi di 15 anni visti a luglio, a 59,8. Il sondaggio Reuters aveva previsto una rilevazione a 59,8.

La domanda è rallentata solo marginalmente da luglio - indicando che il rimbalzo continuerà - anche se l'indice delle attese per il settore dei servizi, che misura l'ottimismo per l'anno a seguire, è sceso a 68,6, da 69,1.

"Continuiamo a vedere la potenziale diffusione di varianti più contagiose del virus e il prolungamento dei disagi alla catena d'approvvigionamento come i principali rischi della ripresa economica", scrive Maddalena Martini per Oxford Economics.

"Di conseguenza, il livello d'incertezza sulle attese rimane molto alto, ma prevediamo comunque una forte ripresa nei prossimi trimestri", ha aggiunto.

Il Pmi per il settore manifatturiero ha visto un altro mese positivo, superando la soglia della crescita a 61,5 punti, anche se inferiore alla lettura di luglio a 62,8 e alle stime nel sondaggio Reuters a 62,0. L'indice per la produzione, che contribuisce al Pmi composito, è calato a 59,2 da 61,1.

Tuttavia i ritardi di fornitura - con i tempi di consegna vicini ai loro minimi storici - hanno contribuito all'aumento dei costi delle materie prime necessarie per l'industria. L'indice dei prezzi input è stato rilevato a 87,3 punti, in calo dai massimi storici di luglio a 89,2.

(Tradotto a Danzica da Enrico Sciacovelli, in redazione a Roma Stefano Bernabei, enrico.sciacovelli@thomsonreuters.com, +48587696613)

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