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Zona euro, per manifattura peggio potrebbe essere passato, ripresa sarà lenta - Pmi

Un operaio a lavoro presso una stabilimento a Etaples, in Francia, 26 maggio 2020

LONDRA (Reuters) - Le imprese manifatturiere della zona euro sembrano aver superato il picco negativo, secondo un sondaggio diffuso oggi, ma l'attività è ancora in netta contrazione poiché i lockdown imposti dai governi per contrastare la pandemia di coronavirus tengono a freno la domanda.

Molti paesi del blocco hanno lentamente iniziato a riaprire parti delle loro economie anche se continuano ad essere segnalati nuovi casi di coronavirus -- che ha contagiato oltre 5,8 milioni di persone e ne ha uccise oltre 360.000 in tutto il mondo.

Dopo essere crollato ad aprile ai minimi nella storia di quasi 22 anni del sondaggio, l'indice Pmi manifattura a cura di Ihs Markit ha recuperato un po' di terreno il mese scorso.

L'indice è salito a 39,4 a maggio dal 33,4 di aprile, tuttavia ancora molto lontano dalla soglia di 50 punti che separa la crescita dalla contrazione e appena sotto la precedente lettura flash di 39,5.

La voce che misura la produzione rimane debole ma è quasi raddoppiata a 35,6 dal minimo storico di aprile di 18,1.

"La crisi manifatturiera sembra aver toccato il fondo ad aprile, con la produzione che a maggio è scesa a un ritmo notevolmente più lento", ha dichiarato Chris Williamson, chief business economist di Ihs Markit.

"Il miglioramento in parte riflette semplicemente il confronto con un calo incredibilmente forte in aprile, ma in modo più incoraggiante è stato anche collegato al fatto che le imprese abbiano riavviato l'attività con l'allentamento dei lockdown per il virus".

Tuttavia, con i cittadini ancora invitati a rimanere a casa e molte aziende che rimangono chiuse, gli indicatori prospettici dell'indagine suggeriscono che la ripresa sarà lenta.

Il personale è stato nuovamente ridotto, gli arretrati di lavoro sono stati completati a un ritmo quasi record mentre sono state accumulate scorte di prodotti finiti e gli acquisti di materie prime hanno visto un drastico calo.

Con la speranza che il peggio sia passato, tuttavia, i responsabili degli acquisti si sono detti meno pessimisti il ​​mese scorso. L’indice sulla produzione futura, che misura l'ottimismo sui prossimi 12 mesi, si è avvicinato alla soglia di 50, registrando una lettura di 44,6 rispetto a 36,6 di aprile.


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