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Banca d’Italia, prospettive dell’economia italiana in bilico

Fabio Carbone
·3 minuti per la lettura

“Le nostre indagini più recenti segnalano che non solo i nuclei con maggiori difficoltà economiche, ma anche famiglie che non prevedono di incorrere in perdite di reddito significative prefigurano riduzioni di spesa”.

Lo scrive la Banca d’Italia nella relazione presentata alle Commissioni Bilancio e Programmazione economica della Camera dei Deputati, e del Senato della Repubblica, a proposito della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2020 (NaDef) che il Governo ha approvato la scorsa settimana.

E se le famiglie non spendono, l’economia non gira c’è poco da fare.

Banca d’Italia conferma una caduta del PIL del -9,5% come aveva stimato a luglio e vede comunque spiragli di miglioramento grazie a una produzione industriale in crescita nel terzo trimestre del 30%.

“Tutti gli indicatori che osserviamo (tra questi i consumi elettrici e di gas, i flussi di traffico, i pagamenti al dettaglio) segnalano un recupero dell’economia nel terzo trimestre, più ampio di quanto avevamo stimato in precedenza, anche se non omogeneo tra i settori.”

Banca d’Italia, una economia in bilico

Purtroppo l’economia italiana resta in bilico. “L’impatto della pandemia è invece più persistente nei servizi, che hanno segnato un recupero solo parziale”, scrive nella relazione la Banca d’Italia.

“Le prospettive restano però molto incerte”, aggiunge la relazione presentata dal Capo dipartimento economia e statistica di Banca d’Italia Eugenio Gaiotti.

Il motivo? La risalita dei contagi a livello globale che frenano i consumi per l’applicazione di nuove restrizioni alla mobilità e alla fruizione di servizi, per la paura delle persone di contagiarsi che le costringe a restare in casa o a evitare luoghi troppo affollati.

Anche il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, intervistato domenica dal Corriere della Sera aveva parlato della difficoltà che si riscontra nel “disegnare scenari”, poiché “buona parte della caduta è dovuta non solo all’offerta, ridottasi a causa delle chiusure, ma anche alla domanda”

E come fatto notare anche da Poste Italiane di recente e da altre ricerche pubblicate dal Il Sole 24 Ore, “il risparmio è salito perché non si poteva spendere, ma anche a causa dell’incertezza.”

E Visco dalle colonne del Corriere avverte: “Se questa persiste gli effetti possono essere anche più negativi.”

I fattori di incertezza secondo Visco

Secondo il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco i fattori che causano l’incertezza sono tre.

“Il primo è sanitario e “riguarda la durata della pandemia, i tempi per produrre e distribuire un vaccino”.

Il secondo fattore di incertezza è invece “più soggettivo e psicologico” perché sia gli individui che le imprese, “tendiamo a procrastinare, a non consumare né investire.” A ciò si aggiungono i riflessi di atteggiamenti simili che si riscontrano anche all’estero e tutto ciò, dice Visco, “può causare una caduta prolungata della domanda aggregata”.

Questo secondo fattore è quello che preoccupa di più il governatore perché la propensione al risparmio rischia di creare un avvitamento dell’economia, con il consumo aggregato che scende, portando a sua volta a una riduzione dell’attività produttiva, con la risultante che si avrà meno occupazione, quindi meno reddito. “Cosa che finisce per ridurre il risparmio complessivo anche se, paradossalmente, tutto è partito dal tentativo che ciascuno stava facendo di far crescere il proprio”, conclude il governatore.

Il terzo fattore? “Non sappiamo come ne usciremo” dice sinceramente Visco.

This article was originally posted on FX Empire

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