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Bce, proposta su banda di tolleranza dell’inflazione

Fabio Carbone

La Banca centrale europea (Bce) riflette sul suo futuro in previsione della revisione della strategia di politica monetaria, che l’istituto di Francoforte sul Meno dovrà affrontare dopo 16 anni di invarianza.

Spunta tra le proposte, l’idea di una ‘banda di tolleranza dell’inflazione’ desiderata, invece del target del 2% a cui di solito punta la Bce nella sua attuale strategia di politica monetaria, per stimolare l’economia europea nel suo insieme.

L’idea è venuta a un membro del comitato esecutivo della Bce, Benoit Coeurè, economista francese e membro del comitato da gennaio 2012.

“Dobbiamo smantellare l’idea assurda di una Banca centrale onnipotente che può guidare meccanicamente l’inflazione. La Bce dovrebbe chiarire che mira a garantire un’inflazione del 2% a medio termine e potrebbe comunicare il range di risultati di inflazione che possono essere considerati accettabili in tempi normali. Una banca di tolleranza di questo genere, che potrebbe essere più o meno precisa, non sarebbe un invito all’autocompiacimento o all’inazione. La ricerca mostra che le Banche centrali hanno forti incentivi a reagire già sulle deviazioni dell’inflazione dalle zone di tolleranza, piuttosto che intervenire solo quando ha superato determinate soglie”. Questa la riflessione di Coeurè, come riportata dall’agenzia Teleborsa.it.

Il target dell’inflazione al 2% è da rivedere?

Con il cambio al vertice del governatore della Bce, si prova ora anche a fare una riflessione su nuove prospettive da dare alla politica economica europea. All’interno della Bce è maturata in questi anni una richiesta di modifica di alcuni target della politica monetaria, tra cui il target dell’inflazione al 2% che secondo alcuni andrebbe rivisto.

Se di modifica dell’obiettivo della stabilità monetaria non se ne discute, dal momento che essa è parte integrante del Trattato dell’Unione, la Bce potrebbe però modificare la “definizione operativa di tale obiettivo macroeconomico”, scrive Il Sole 24 Ore.

Non sarebbe la prima volta, perché un intervento sul target dell’inflazione è già stato operato nel 2003, fino a quando il target si considerava come una variazione dei prezzi al consumo minore del 2% e basta.

In seguito la Bce aggiunse che tale target doveva essere prossimo al 2%, vicino anche se non pari. In questo modo la Bce chiariva che non bisognava andare sopra per evitare l’inflazione vera, ma neanche troppo sotto per evitare l’effetto opposto della disinflazione o della deflazione.

L’inflazione al 2% non è un target raggiungibile

Bisogna però rivedere tale target, perché il 2% di inflazione non è raggiungibile oggi come avveniva in passato. Un target irraggiungibile, in questa fase storica dell’economia, non solo in Europa, ma anche in altre economie mondiali.

Le proposte allo studio sono tre.

La prima prevede di lasciare l’attuale target senza alcuna variazione.

Laa seconda proposta prevede l’innalzamento del tasso di inflazione, perché secondo i proponenti, l’inflazione ottimale dovrebbe essere correlata all’andamento del tasso d’interesse naturale, cioè al rendimento reale del capitale nel lungo periodo. Scrive Il Sole 24 Ore.

La terza proposta prevede che l’inflazione debba essere abbassata, perché il tasso d’interesse naturale si è abbassato e quindi deve esserci correlazione tra i due target.

La parola definitiva alla Lagarde

La decisione finale spetterà a Chrstine Lagarde, attuale governatrice della Bce. A lei il compito di far emergere anche delle posizioni intermedie, in questo caso una quarta proposta che faccia media delle altre tre.

Potrebbe essere la banda di tolleranza dell’inflazione proposta da Coeurè?

This article was originally posted on FX Empire

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