Consigli per comprare da siti stranieri

Tasse, dazi e spedizioni: il manuale dello shopping "all'estero"

Comprare in Rete vuol dire sempre più spesso comprare da siti stranieri. In particolare, questo succede se siete a caccia di offerte stracciate, merci particolari o insolite, se fate acquisti in settori di nicchia. Non c’è motivo di diffidare dei venditori in Rete da paesi lontani. Ma anche se Internet è uno, il paese dove opera il venditore può fare la differenza, in termini di costi, tasse, tempi di spedizione ed eventuali rischi. Per questo motivo, fare shopping all’estero richiede una dose extra di attenzione.

Il primo elemento da tenere in considerazione quando fate acquisti dall’estero è il problema dei dazi doganali. Non esistono problemi se comprare da qualunque paese dell’Unione Europea, dove vige la libera circolazione delle merci. Se comprate da fuori l’Unione, invece, dovrete pagare i dazi, le spese di dogana e l’Iva, secondo un tariffario preciso e molto articolato. Tenete conto anche che una spedizione può essere fermata e “aperta” in dogana per dei controlli. Questa eventualità di solito può essere evitata facendo descrivere con chiarezza al venditore il contenuto del pacco sulla bolla di accompagnamento.

Comprando all’estero è più possibile trovarsi a fare shopping su siti o con venditori che non avete mai sentito nominare. In questo caso, è sempre buona norma farsi un giro in Rete per controllare feedback e commenti vari. Se il sito in questione dovesse avere una cattiva reputazione, non farete fatica a trovarne traccia nei vari forum o social network.

Ovviamente mettete in conto tempi di spedizione più lunghi di quelli a cui siete abituati comprando in Italia. In generale, se comprate dall’estero può essere un’opzione conveniente rivolgersi alla spedizione di un corriere espresso: può essere l’unico per tracciare la spedizione del pacco ed evitarne lo smarrimento. Inoltre, il corriere è tenuto a svolgere tutte le formalità di dogana: un bel risparmio di tempo per voi.

Sappiate che in caso di acqusiti da un sito straniero, in caso di problemi non ci si può rivolgere a un tribunale italiano ma soltanto a quello del paese dove opera il venditore. Soltanto se riuscite a dimostrare la sua attività “transfrontaliera” in Italia potrete citarlo a giudizio nel nostro paese. Si tratta però di una procedura abbastanza difficile e scoraggiante: dovete dimostrare che le sue attività sono dirette verso l’Italia, cercando indizi sul suo posizionamento (numeri di telefono italiani, per esempio).

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