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"Drive me home", Marchionni e D'Amore migranti "on the road"

Marco D'Amore (Photo by Rosdiana Ciaravolo/Getty Images)

Un viaggio on the road attraverso l'Europa per tornare poi a casa, nell'amata Sicilia. A compierlo in 'Drive me home' di Simone Catania, due attori che vengono da Gomorra e da Romanzo criminale: un inedito Marco D'Amore, con tanto di vistosa parrucca bionda e tendenze omosessuali, e Vinicio Marchioni, cameriere a Londra pur di sfuggire alla noia del suo paesino.

VIDEO - Gomorra 4 - intervista a Marco D'Amore e Salvatore Esposito

Antonio, detto Tino (Marchioni), e Agostino (D'Amore) sono cresciuti insieme in un piccolo paesino siciliano con tanta voglia di fuggire. Oggi trentenni, vivono entrambi all'estero, ma non si vedono ne' si sentono da 15 anni. Quando Antonio scopre che la sua amata casa natia, abbandonata da tempo, sta per essere venduta all'asta, decide ancora con più forza di ritrovare il suo amico d'infanzia. E lo troverà su un enorme camion in giro per l'Europa. Agostino fa l'autotrasportatore, e passerà con lui alcuni giorni nel segno di un'amicizia forte unica e della nostalgia per la terra che hanno abbandonato.

Spiega Marco D'Amore: "È stato un viaggio complicato. Sono partito dalla solitudine che governa questi due uomini e dalla rottura del loro rapporto nell'infanzia. Per quanto riguarda il mio aspetto - aggiunge - ci siamo divertiti a stravolgere la mia immagine iconografica. È importante capire - conclude - quanto le maschere aiutino un attore".

Per Vinicio Marchioni "Drive me home" "È una storia d'amore maschile, amicale, ma comunque una storia d'amore. Ed è anche - aggiunge - un viaggio metaforico alla ricerca di identità per riempire il vuoto che questi due personaggi hanno dentro".

Il regista Simone Catania, alla sua opera prima spiega: "Il film racconta la storia di due amici per la pelle che si ritrovano dopo anni di silenzio. Sono giovani emigranti, insoddisfatti del posto in cui sono nati e cresciuti, e che per questo hanno scelto di vivere "altrove". "Rispetto all'emigrazione alla quale assistiamo oggi relativa ai paesi extra europei, i miei protagonisti Antonio e Agostino sono italiani, profondamente soli e, come tanti, hanno l'inevitabile desiderio di appartenere a una cultura diversa dalla propria. Sono - conclude - anime perse alla ricerca di un'ancora di salvezza, di un valore che la nostra generazione fa fatica a riconoscere: quello delle proprie origini".