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Ferrari, AD Vigna alla prova del piano verso elettrificazione

Il logo Pininfarina su una Ferrari a Singapore

di Giulio Piovaccari

MILANO (Reuters) - Nove mesi dopo aver assunto le redini di Ferrari, questa settimana l'AD Benedetto Vigna illustrerà come l'azienda punta a conservare il proprio prestigio - e i relativi prezzi - anche in un mondo ormai prossimo di auto elettriche.

La casa di Maranello svelerà giovedì il suo atteso piano industriale, che la dovrà traghettare nella nuova era della mobilità ecologicamente sostenibile, silenziosa ed elettrica. Sfida non da poco per un'azienda come Ferrari, che ha costruito il proprio nome lungo i decenni proprio sui motori a combustione super potenti e rumorosi.

Vigna, veterano del settore tecnologico con 26 anni di esperienza nei semiconduttori, è entrato in Ferrari lo scorso settembre, con il compito di coniugare innovazione e tradizione.

"Dobbiamo aspettarci un chiaro focus sulla transizione tecnologica, che delinii la questione più scottante, ovvero come l'azienda si evolverà in questo nuovo ambiente, non solo in termini di portafoglio prodotti", osserva Marco Santino, partner per l'area automotive della società di consulenza Oliver Wyman.

Ferrari ha già presentato quattro modelli ibridi e promesso la sua prima vettura full-electric nel 2025.

L'azienda ha spiegato che le partnership strategiche saranno fondamentali per accedere a nuove tecnologie, pur mantenendo sotto controllo la spesa per investimenti.

In occasione del piano ci si attende quindi un'indicazione su quali saranno le aree rilevanti per nuove collaborazioni, che potrebbero svilupparsi sulla falsariga di quella già esistente con la britannica Yasa, ora parte di Mercedes, nel campo della trazione elettrica per i modelli ibridi del Cavallino.

Vigna ha inoltre già affermato che Ferrari si affiderà a partnership per sviluppare carburanti bio e sintetici, che potrebbero rappresentare in futuro un'opzione tecnologica da affiancare all'elettrico.

NUOVO SUV

Con l'annuncio del suo primo Suv, il Purosangue, in arrivo nei prossimi mesi dopo una lunga attesa, Ferrari andrà inoltre a coprire un redditizio segmento di mercato da cui finora è mancata ma in cui già sono presenti concorrenti come Lamborghini, controllata del gruppo Volkswagen.

"Una sfida fondamentale nel medio termine sarà mantenere una redditività al top di categoria sostenendo al contempo un eccezionale sforzo per lo sviluppo di nuove tecnologie e soluzioni innovative", afferma Santino.

Oltre alla sfida tecnologica, secondo gli analisti sono tante le questioni su cui Vigna è chiamato a dare risposte, come gestione dei dati, connettività, proprietà intellettuale, performance in Formula Uno.

Tra queste anche la crescente complessità manifatturiera, con una gamma che negli ultimi anni è aumentata a nove modelli, più le serie speciali, e motori a sei, otto, 12 cilindri, ibridi e - presto - anche completamente elettrici in produzione.

Gli investitori hanno finora dato credito agli sforzi di Ferrari. Negli ultimi 12 mesi il titolo è praticamente invariato in borsa contro una flessione del 18% dell'indice auto europeo e del 13% per quello del lusso.

La rivale Aston Martin ha perso quasi il 70% nello stesso periodo, mentre il titolo Tesla è uno dei pochi ad aver sovraperformato Ferrari.

Ugualmente, Vigna ha ancora molto da dimostrare.

"Molto è in gioco nell'imminente Capital Market Day per un cambio dei parametri di valutazione su un'azienda che è sembrata andare avanti col pilota automatico negli ultimi anni e che potrebbe aver bisogno di una strategia di profonda trasformazione", scrivono gli analisti di Jefferies.

(Tradotto da Enrico Sciacovelli, editing Stefano Bernabei)

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