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General Electric si fa in tre, il colosso fondato da Edison chiude un'era

·2 minuto per la lettura
BRAZIL - 2021/10/04: In this photo illustration the General Electric (GE) logo seen displayed on a smartphone. (Photo Illustration by Rafael Henrique/SOPA Images/LightRocket via Getty Images) (Photo: SOPA Images via Getty Images)
BRAZIL - 2021/10/04: In this photo illustration the General Electric (GE) logo seen displayed on a smartphone. (Photo Illustration by Rafael Henrique/SOPA Images/LightRocket via Getty Images) (Photo: SOPA Images via Getty Images)

General Electric chiude un’era, lasciandosi alle spalle il colosso fondato da Thomas Edison 129 anni fa. Il gigante si separa in tre diverse società, mettendo di fatto fine al suo status di conglomerato simbolo dell’industria americana.
Per rilanciare l’azienda, il cui declino è iniziato con la crisi finanziaria del 2008, e rispondere alle pressioni degli investitori sulla deludente performance della società, l’amministratore delegato Larry Culp lancia una vera e propria rivoluzione. GE si separerà in tre diverse società quotate - una per la sanità, una per l’energia e una per l’aviazione - a partire dal 2023. La prima a separarsi sarà GE Healthcare nel 2023, con General Electric che manterrà una quota del 19,9% nella divisione. GE Renewable Energy, GE Power e GE Digital confluiranno in una società dedita all’energia che si separerà nel 2024. Una volta che queste transazioni saranno completate, l’originale GE sarà concentrata esclusivamente sull’aviazione.

“E’ un momento decisivo per GE e siamo pronti. Restiamo concentrati a ridurre il debito, migliorare la performance operativa e usare il capitale in modo strategico per spingere una crescita sostenibile”, ha messo in evidenza Culp illustrando l’operazione che ricorda la strada intrapresa dalle rivale Siemens nel 2018.
Sotto la guida del leggendario amministratore delegato Jack Welsh, GE era diventata la più grande società al mondo, rinomata per la sua efficienza manageriale e cara a Wall Street per i suoi solidi margini di profitto. Ma la crisi del 2008 ha mandato in crisi il gigante che produceva tutto, dagli show televisivi ai motori per gli aerei. Gli amministratori delegati che si sono susseguiti negli anni hanno tentato di ristrutturare il gigante ferito, riducendone le dimensioni con azioni forti che hanno migliorato il quadro ma non segnato la svolta.
Culp tenta ora la mossa più audace per il rilancio, e al momento sembra avere Wall Street dalla sua parte: i titoli salgono infatti di oltre il 6% in quella che è considerata una promozione per l’operazione. “Questa è la strada migliore per realizzare in pieno il potenziale - ha osservato Culp -. Abbiamo valutato anche altre opzioni, ma è stato chiaro che questa è la migliore andando avanti”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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