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Giappone vede minaccia in hub semiconduttori Usa per contrastare Cina

·2 minuto per la lettura
Produzione di chip all'interno della sede della giapponese Renesas Electronics Corp a Tokyo

TOKYO (Reuters) - Il Giappone è preoccupato che i piani degli Stati Uniti di versare miliardi di dollari nella produzione di chip per contrastare la Cina possano dare il colpo di grazia a ciò che resta dell'industria giapponese dei semiconduttori che un tempo dominava il mondo.

Dopo "tre decenni persi", secondo il ministero dell'Industria giapponese, la quota del Paese nella produzione globale di chip è scesa da metà a un decimo cedendo clienti a rivali più economici e non riuscendo a mantenere un vantaggio nella produzione all'avanguardia.

Mentre la Cina e gli Stati Uniti, spinti da una guerra commerciale e da timori per la sicurezza, stanno aumentando il supporto per la produzione di chip utilizzati in qualsiasi cosa, dagli smartphone ai missili, i funzionari temono che il Giappone verrà completamente tagliato fuori.

"Non possiamo semplicemente continuare a fare quello che abbiamo fatto finora, dobbiamo agire a un livello completamente diverso", ha detto l'ex primo ministro Shinzo Abe ai membri del partito Ldp al governo a maggio in una prima riunione del partito indetta per discutere come il Paese può essere leader nell'economia digitale.

Una delle principali preoccupazioni è il futuro delle aziende ancora leader a livello mondiale che forniscono ai produttori di chip articoli come wafer di silicio, pellicole chimiche e macchinari di produzione.

I funzionari temono che attirando giganti asiatici delle fonderie di chip come Semiconductor Manufacturing di Taiwan (TSMC) nel Paese, gli Stati Uniti potrebbero indurre queste aziende a fare lo stesso trasferendo la produzione negli Usa.

"Le aziende possono costruire in Giappone ed esportare, ma più sei vicino come fornitore, meglio è, è più facile scambiare informazioni", ha detto Kazumi Nishikawa, direttore del settore It di Meti.

Sebbene il cambiamento forse non avverrà immediatamente, "potrebbe verificarsi nel lungo termine", ha detto.

(Tradotto da Alice Schillaci in redazione a Danzica, in redazione a Milano Sabina Suzzi, alice.schillaci@thomsonreuters.com, +48587696614)

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