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Il Closing di Alitalia si Complica: Domani Scioperi. Il Governo Pensa a un Nuovo Prestito Statale

Alberto Ferrante

Giornata di sciopero, domani, per Alitalia: sono quasi 200 le cancellazioni per voli nazionali e internazionali del 9 Ottobre 2019, proclamate da alcuni sindacati per protestare contro il rallentamento nella trattativa per il risanamento e il rilancio dell’azienda.

In effetti, le ultime notizie sul piano di salvataggio sembrano vedere allontanarsi progressivamente la possibilità di raggiungere un accordo tra le parti. La data ultima entro cui andrà presentata l’offerta vincolante è fissata al 15 Ottobre 2019 e le divergenze principali riguardano le prospettive di ricavi e i voli nel mercato statunitense.

La lettera di Atlantia contro le prospettive di Delta

A incrinare particolarmente i già delicati equilibri è stata la lettera di Atlantia, che ha espresso forti dubbi in merito alle prospettive di Delta per il rilancio dell’azienda.

Si ricorda infatti che la compagnia americana punta a entrare con una quota alquanto ridotta, pari al 10% circa, con la possibilità di nuovi investimenti in futuro. Inoltre, sebbene il tema delle rotte negli Stati Uniti sia condiviso da tutti gli interessati, Atlantia ritiene che ad Alitalia debba essere destinata una quota maggiore, alla luce della sua rilevanza nel segmento internazionale: quello degli Stati Uniti costituisce infatti per Alitalia il mercato più redditizio.

Sembrano invece ancora sulla stessa lunghezza d’onda Atlantia e FS, che concordano sulla necessità di puntare a un incremento dei ricavi, migliorando i servizi di terra e gestendo in maniera adeguata gli esuberi, che sono calcolati tra le 2000 e le 2500 risorse.

Un nuovo prestito dallo Stato per favorire la chiusura?

Insomma, la conclusione della procedura di vendita non sembra vicina come riteneva il nuovo Ministro dello Sviluppo Economico Patuanelli, che il mese scorso aveva presieduto un tavolo al MiSE ricordando che l’obiettivo del Governo resta quello di chiudere in tempi ristretti con le migliori soluzioni possibili.

Un’ultima spinta potrebbe quindi giungere dallo Stato: secondo alcune ipotesi e indiscrezioni non ancora confermate ufficialmente,  è possibile che venga concesso un altro prestito per permettere all’azienda di essere in grado di mantenere un’operatività costante per tutto il 2020, in cui andranno pagati gli interessi per il prestito ponte del valore di 900 milioni di euro, concesso sempre dallo Stato.

In tal senso, però, è possibile che il nuovo prestito a cui starebbe lavorando il Ministero dell’Economia e delle Finanze resti legato alla proposta vincolante degli attori in gioco.

Nel frattempo, Patuanelli ha incontrato i commissari Discepolo, Laghi e Paleari per approfondire il tema della liquidità di Alitalia, che è crollata sotto i 300 milioni di euro, come ci si poteva attendere guardando ai trend stagionali del settore.

Alitalia in sciopero domani 9 Ottobre, sono 198 i voli cancellati

Lo sciopero di domani si inserisce dunque in una cornice molto complessa e ha costretto l’azienda a cancellare 198 voli lanciando un piano straordinario. Secondo quanto comunicato ufficialmente dall’azienda, saranno garantite le fasce orarie che vanno dalle 7 alle 10 del mattino e dalle 18 alle 21.

Nel complesso, Alitalia prevede che tramite l’impiego di aerei più capienti e la riprenotazione in giornata, circa il 70% dei passeggeri potranno riuscire a viaggiare il 9 Ottobre 2019. Tuttavia, come conseguenza dei voli di domani sono stati cancellati anche alcuni collegamenti nella serata di oggi, 8 Ottobre 2019 e nella mattina del 10 Ottobre 2019.

This article was originally posted on FX Empire

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