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Investire in crediti di carbonio è redditizio? Ecco cosa devi sapere

·3 minuto per la lettura

Il mercato dei crediti di carbonio esiste in Europa da almeno un decennio, per lungo tempo è rimasto come silente dati i bassi prezzi dei certificati, ma dal 2018 in poi i prezzi sono cresciuti e per alcuni è diventato un vero business.

Da qui la domanda, investire in crediti di carbonio è redditizio anche per l’investitore al dettaglio? Cerchiamo di analizzare la situazione.

Cosa sono i crediti di carbonio?

Un credito di carbonio è un permesso a inquinare emettendo una certa quantità di anidride carbonica o altri gas serra nell’atmosfera.

Con un credito di carbonio si permette a una società di inquinare. La licenza a inquinare è però limitata dalle regole ed è per questo che si parla di credito, perché c’è un limite.

Idealmente il credito dovrebbe diminuire nel tempo perché l’aspettativa è che l’impresa riduca le emissioni di gas serra, spiega Morningstar. Nel caso in cui una impresa emette più gas serra di quelli previsti, deve acquistare altri crediti di carbonio.

Per l’azienda è una sorta di tassazione aggiuntiva che avrebbe come obiettivo costringere l’impresa a inquinare meno, altrimenti dovrà spendere di più per acquistare crediti di carbonio.

Nel caso in cui l’impresa inquini meno di quanto prevedeva, può rivendere a terzi i crediti in eccesso.

Quali sono i mercati di riferimento?

I mercati dei crediti di carbonio sono l’EU Emissions Trading System (EU ETS) e il Cap and Trad System in California, questi sono i due principali mercati secondari.

Come investire nei crediti di carbonio?

Solitamente per un investitore al dettaglio è conveniente acquistare le quote di un ETF legato al sottostante.

Uno di questi è il KraneShares Global Carbon Strategy ETF (KRBN), un fondo negoziato passivo aperto nel 2020 e che già conta 1,4 miliardi di dollari in asset gestiti.

Di questi ETF legati ai crediti di carbonio se ne trovano molti altri, e di recente anche la Cina li ha aggiunti, ma è il caso di fare attenzione ai tanti rischi che questo mercato di nicchia presenta.

Rischi nell’investire nei crediti di carbonio

L’emissione dei crediti è gestita dai governi, sono loro ad emettere più o meno crediti di carbonio a favore delle imprese. Questo significa che in caso di aumento delle immissioni di crediti da parte dell’Unione Europea, ad esempio, il prezzo dei crediti crollerebbe.

I prezzi sono molto volatili e bisogna stare attenti a quando si entra, inoltre, dopo un apprezzamento robusto è consigliabile un take profit.

Questo strumento di investimento non è per niente ESG, perché come dicevamo è una licenza ad inquinare.

Ancora, alcune aziende per liberarsi dal giogo dei certificati di emissione dei gas serra aggirano le normative rilocalizzando le imprese dove le normative sono meno stringenti in fatto di emissioni.

Le alternative per le imprese

Si tenga presente che le imprese hanno delle alternative all’acquisto dei crediti di carbonio. Non sono infrequenti i casi in cui grandi imprese, o PMI, hanno appoggiato dei progetti di riforestazione per compensare le emissioni di CO2.

In latri casi si opta per la costruzione di centrali idroelettriche, oppure per l’investimento in parchi eolici o fotovoltaici.

In ambito finanziario queste pratiche alternative sono considerate meno “trasparenti” dei crediti di carbonio, ma compensare le emissioni con progetti concreti in alcuni casi riesce ad essere realmente più efficace del mercato dei crediti di carbonio. Un mercato, quello dei crediti, che corre sempre il rischio di slegarsi dalla realtà e di offrire solo un ulteriore strumento su cui speculare, senza risolvere il problema sottostante.

This article was originally posted on FX Empire

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