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La nostra dipendenza da smartphone è come quella da carboidrati. Ma tagliarli del tutto non è la soluzione

·4 minuto per la lettura
(Photo: Fanatic Studio via Getty Images/Science Photo Libra)
(Photo: Fanatic Studio via Getty Images/Science Photo Libra)

La dipendenza da smartphone è come la dipendenza da carboidrati. È questo il paragone che fa The Atlantic, in un approfondimento in cui indaga le strategie per iniziare a rompere il rapporto morboso che abbiamo con il nostro cellulare. Eliminarlo completamente, come eliminare completamente i carboidrati dalla nostra dieta, non è però la soluzione giusta: “In alcuni casi l’uso moderato delle sostanze che danno dipendenza può portare benefici. I carboidrati sono un esempio adatto. La tattica corretta con i carboidrati non è quella di sbarazzarsene completamente, bensì di consumarli in modo più responsabile e in quantità ridotte - scrive l’autore Arthur Brooks -. Il punto, in questo caso, è capire se i servizi digitali sono più simili alle sigarette o ai carboidrati. Credo che la risposta corretta sia la seconda. Smettere da un momento all’altro, infatti, significherebbe subire conseguenze deleterie per chiunque abbia bisogno di gestire un conto in banca, comunicare con i propri cari, chiamare un taxi, lavorare da casa o eseguire un’infinità di attività quotidiane. Dunque l’approccio corretto è quello di individuare il giusto livello di utilizzo”.

I dati di utilizzo del telefono cellulare parlano chiaro. The Atlantic scrive: “Gli utenti dei telefoni trascorrono in media al massimo appena due ore senza usare il dispositivo, lo sbloccano almeno cinquanta volte al giorno e toccano lo schermo fino a 2.617 volte al giorno. I giovani sono particolarmente colpiti. Un rapporto del 2018 del Pew research center indica che il 44 per cento degli adolescenti ammette di controllare i propri dispositivi per leggere messaggi o notifiche immediatamente dopo il risveglio mattutino. Il 54 per cento dichiara di dedicare troppo tempo al telefono, mentre il 42 per cento prova una sensazione di ansia quando non può accedere al telefono. Molto probabilmente le persone che usano compulsivamente Facebook, Instagram o WhatsApp hanno provato la stessa sensazione di recente, quando le tre applicazioni sono sparite da Internet per qualche ora. La dipendenza dai dispositivi digitali non è innocua: viene associata alla depressione e all’ansia, e colpisce in modo sproporzionato le persone sole. Secondo la società per la ricerca tecnologica CompareCamp, il 26 per cento degli incidenti automobilistici che si verificano oggi negli Stati Uniti è dovuto all’uso del telefono mentre si guida”.

“Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”, recita un vecchio detto. Accorgersi di avere una dipendenza, di utilizzare lo smartphone molto più del dovuto, non si traduce automaticamente in una presa di distanza da esso. Per “guarire” dalla dipendenza estrema ci vuole impegno, in qualche caso è necessaria anche una psicoterapia. Per chi vuole tentare dei metodi fai-da-te, The Atlantic ha alcuni suggerimenti.

1. Ritagliati del tempo per scrollare

Un conto è utilizzare il cellulare ogni volta che si ha qualche minuto libero (aspettando l’ascensore, ad esempio, o alla fermata del bus), un conto è ritagliarsi del tempo apposito per scrollare e saltare da una app all’altra. Nel primo caso, l’uso è talmente automatico che neanche ce ne rendiamo conto, nel secondo ci concentriamo davvero in quello che stiamo facendo, senza fare altro. Lo facciamo come se fosse un lavoro, una delle tante faccende da sbrigare. Questa pratica, oltre a renderci presenti a noi stessi nel “qui e ora”, ci mostra chiaramente quanto, in realtà, poco ci diverta usare il nostro cellulare.

2. Blocca le notifiche

Molte dipendenze sono associate ad un neurotrasmettitore chiamato dopamina, la quale governa il desiderio e può essere scatenata da cause ambientali, come appunto fumare o guardare il telefono. Se qualcuno ci scrive o ci menziona e una notifica ci avverte, ecco che scatta automaticamente la voglia di soddisfare quella curiosità. Bloccare le notifiche può avere l’effetto di bloccare anche questo circolo vizioso.

3. Separati fisicamente dal tuo cellulare

Quando si fa una dieta, conta anche quello che mettiamo nel nostro carrello della spesa: se non compreremo cibo spazzatura, non avremo chances di mangiarlo a casa perché non lo troveremo fisicamente in dispensa. Lo stesso ragionamento può essere applicato allo smartphone. Se davvero stiamo cercando di disintossicarci da esso, vale la pena ogni tanto separarsene fisicamente, lasciarlo in un’altra stanza, uscire senza. Sembra impossibile non controllare le notifiche durante una notte insonne? Forse, ma alzarci dal letto per andare a prenderlo in un’altra camera ci sembrerà troppo faticoso e alla fine lasceremo perdere. Provare per credere.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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