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L'avocaderia italiana che spopola a New York

Uno chef prepara un avocado (foto d’archivio Getty Images)

Il rapporto tra italiani e cucina è sempre molto stretto. Abbiamo chef molti rispettati e cibi tradizionali di livello assoluto, al punto da diventare piatti irrinunciabili anche in nazioni molto lontane. Pensiamo, banalmente, alla pizza, a un certo modo di cucinare la pasta, al vino se andiamo sulle bevande. Siamo molto forti anche sul gelato, ad esempio. E ora anche l’avocado non ha più segreti.

Già, perché a New York c’è un ristorante, chiamato Avocaderia, che offre splendidi menù basati su questo frutto esotico. Ed è gestito da tre giovani italiani che hanno rischiato il tutto per tutto per avere un successo del tutto impronosticabile.

Il negozio è a Brooklyn, ed è una via di mezzo tra un bar e un ristorante. Serve toast, insalate, dolci e anche primi piatti. L’avocado è l’ingrediente base e c’è un giro d’affari davvero notevole. Il giorno dell’apertura le scorte si sono esaurite in due ore e mezza. I giovani newyorchesi assaltano il ristorante ogni giorno e c’è sempre la fila per entrare.

Il trio di italiani è composto da Francesco Brachetti, 31 anni e CEO, Alessandro Biggi e Alberto Gramini. L’idea è partita da Brachetti, che viveva in Messico, luogo ove mangiava spesso questo frutto salutare e fresco. Sentendosi con Biggi, altro emigrato per lavoro a Seattle, c’è stata subito la voglia di provare a costruire qualcosa. Era il periodo buono: sul web si parlava tantissimo di questo frutto e l’interesse era già praticamente al picco.


Con budget risicato, i due hanno deciso di sfruttare Instagram, ove hanno annunciato l’apertura di un locale. Il ‘prossimamente’ ha creato una notevole attesa, con una serie di post pubblicati nei quali venivano enunciate le qualità del frutto. Con Gramini, esperto nel mondo del catering e già titolare di un ristorante, si sono poste le basi per sviluppare il prodotto – dopo aver rintracciato i locale e aver ideato il menù. E a quel punto con tutti quei follower sul web era arrivato il momento di provare a cominciare. I prestiti ottenuti per aprire la prima Avocaderia sono stati immediatamente coperti, grazie a questo successone senza precedenti.

L’obiettivo è ora di avere almeno 5 avocado bar entro il 2019, visto che nei locali già aperti le scorte sono appena sufficienti a soddisfare l’enorme mole di clienti. Uomini e donne sotto i 35 anni sono gli abituali frequentatori del locale, ma è tanto il passaparola da aver introdotto l’Avocaderia anche tra i miliardari. Infatti il proprietario dei Dallas Mavericks (NBA) Mark Cuban ha investito 200mila dollari nell’azienda e come lui hanno fatto anche altri imprenditori di successo.

Non c’è intenzione di tornare in Italia: secondo i tre un business del genere fa parte di una cultura tipica solamente degli Stati Uniti, e forse presente solo in una città frizzante come New York. Tuttavia, sempre più ristoranti hanno deciso di introdurre l’avocado nelle liste e c’è un mercato molto interessante da esplorare.

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