I mercati italiani sono chiusi

L'economia sommersa in Italia vale 208 miliardi di euro: il 14% del Pil

Un dato che fa riflettere su come il potenziale italiano viene sprecato e sul motivo per cui (forse) le tasse sono così alte: attualmente l’economia sommersa in Italia vale 208 miliardi di euro – circa il 14% del prodotto interno lordo!

Il mercato nero, guaio per l’economia italiana (Getty Images)

Questa cifra così elevata è frutto di tutte le attività illegali o nascoste nel mercato del lavoro italiano. Il dato sul prodotto interno lordo, in percentuale, fa già spavento: in termini semplici equivale a dire che ogni sette euro di prodotto interno lordo uno arriva dal mercato nero. Un tasso di evasione fuori controllo, secondo quanto ha esposto l’Istat con l’aggiornamento dei dati al 2015.

Nonostante i numeri siano desolanti, nel 2015 c’è stata una piccola contrazione nel mercato nero, a vantaggio del bilancio statale. Un trend capovolto rispetto al triennio precedente, che aveva visto un incremento del giro di affari del sommerso. Si sono ridotti l’importo relativo alla sottodichiarazione, passato dai 99 miliardi del 2014 ai 93 dell’anno successivo, e il lavoro irregolare, sceso da 78 a 77 miliardi di euro. Scorporando, l’economia sommersa ha totalizzato nel 2015 190-191 miliardi, mentre il Pil delle attività illegali ha raggiunto i 17-18 miliardi.

Il settore più colpito è quello dei servizi, con un euro su tre (di Pil) che arriva dall’economia sommersa. A seguire il commercio, la ristorazione e il turismo. Al quinto posto l’edilizia. Nel settore servizi, appunto, il 51,8% dei dipendenti non è in regola, così come un quarto degli autonomi. Il che porta a un totale di oltre il 47% di operatori non a norma. Nell’agricoltura e nella pesca il mercato sommerso sul lavoro dipendente conta per il 39% sul totale, nel settore edilizio si ferma appena prima del 20%. Nel lavoro indipendente è la sanità il settore più colpito dal sommerso: il 19% sul totale.

Ecco le percentuali del sommerso sul totale del prodotto interno lordo, sommando il lavoro dipendente a quello indipendente:
Agricoltura e pesca 17,9
Industria 10,5
Produzione beni alimentari 9,5
Produzione beni di investimento 6,2
Produzione beni intermedi 6,7
Costruzioni 16,9
Servizi 17,4
Commercio, alloggio e ristorazione 16,7
Servizi professionali 8,8
Altri servizi alle imprese 9,6
Istruzione e sanità 9,5
Altri servizi alle persone 47,6