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Mark Zuckerberg e WhatsApp: al danno, la beffa

Angela Iannone
Brian Acton

Buttiamola sullo scherzo: se avesse avuto una garanzia, avrebbe potuto restituirlo al proprietario come un normale frullatore o un'aspirapolvere. E invece Mark Zuckerberg, co-fondatore di Facebook, si è tenuto WhatsApp, la app di messaggistica istantanea per smartphone, "rotto", seppure per poche ore, nonostante lo abbia pagato ben 19 miliardi di dollari.
E chissà come ci sarà rimasto male il numero uno di Menlo Park dopo aver scoperto di aver acquistato la startup proprio da un ragazzo che qualche anno prima aveva chiesto di lavorare per lui, respingendolo al colloquio di lavoro.

Il grafico che spiega perché Facebook ha comprato WhatsApp

Al danno la beffa. Non si può dire invece la stessa cosa per Brian Acton, co-fondatore di Whattsapp assieme a Jan Koum: oltre ad aver ricevuto quasi 14 miliardi di euro per l'app, ha avuto anche la soddisfazione di riscattarsi da quel rifiuto lavorativo. Tutto è successo nel 2009, dopo che Acton e il suo socio ucraino erano rimasti senza lavoro. Nel giro dei vari colloqui, Acton aveva tentato di entrare anche in Facebook, senza alcun successo. Scoraggiato, il 3 agosto 2009 aveva postato sul suo profilo Twitter vedi foto) il seguente messaggio (ancora visibile sulla sua pagina): "Facebook non mi ha preso. E' stata una grande opportunità di conoscere persone fantastiche. In attesa di prossima avventura della vita".

La "prossima avventura" è arrivata qualche mese dopo, quando Acton e Koum hanno deciso di mettersi in proprio realizzando WhatsApp, un'applicazione che dal 2009 - data della prima versione - ad oggi ha raggiunto oltre 450 milioni di utenti attivi in tutto il mondo. Una bella rivincita: uscito dalla porta di servizio, rientra direttamente dal portone centrale.

Conoscendo questa storia, sembrerebbe una piccola vendetta - ma non lo è - il guasto al server che lo scorso 22 febbraio ha mandato in tilt WhatsApp, esattamente due giorni dopo l'acquisto da parte di Facebook. Il problema si è verificato nel tardo pomeriggio - ora italiana - ed ha impedito di inviare e ricevere messaggi per molto tempo. Soltanto dopo milioni di segnalazioni degli utenti impanicati sui vari social network, alle 21.30 la società WhatsApp ha annunciato su Twitter di riscontrare problemi ai server. Problemi che sono stati risolti qualche ora dopo, alle 23.50, quando il CEO e co-fondatore di WhatsApp Koum ha annunciato che il servizio era tornato disponibile, mettendo fine al delirio degli utenti che avevano già gridato al complotto e accusato Zuckerberg di essere la "causa" del guasto.
In realtà, pare che a mandare in tilt l'applicazione sia stato un sovraccarico dei server causato proprio dall'aumento delle richieste di registrazione all'app dopo la notizia dell' acquisizione da parte di Facebook. Non è però la prima volta che si riscontrano malfunzionamenti in WhatsApp, con interruzioni più o meno lunghe del servizio: come riporta la rivista specializzata TechCrunch, vi è almeno un guasto al mese, aggiungendo però fanno parte della normale amministrazione specie per società di applicazioni in rapida espansione.