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Obbligo vaccinale. Germania e Slovacchia ci pensano, la Grecia segue l'Austria

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Paesi che vanno verso obbligo vaccinale (Photo: Paesi che vanno verso obbligo vaccinale)
Paesi che vanno verso obbligo vaccinale (Photo: Paesi che vanno verso obbligo vaccinale)

“È comprensibile e appropriato condurre questa discussione ora: come possiamo incoraggiare e potenzialmente pensare alla vaccinazione obbligatoria all’interno dell’Unione Europea”. A dirlo è la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen che, di fronte a una situazione pandemica sempre più incerta, anche a causa della nuova variante Omicron, ha invitato l’Europa a considerare di introdurre l’obbligo vaccinale. La decisione finale in proposito, però, resta di stretta competenza dei governi nazionali.

“Fino a due o tre anni fa non lo avrei mai pensato ma è tempo di discutere sull’obbligo vaccinale - ha proseguito von der Leyen -. Gli scienziati dicono di non saperne abbastanza su Omicron. Servono due o tre settimane, che in pandemia sono un’eternità. Per questo la raccomandazione è ‘vaccinatevi’. Speriamo per il meglio, ma prepariamoci al peggio”.

Il dibattito sull’obbligo vaccinale è aperto e proprio in questi giorni si sta animando: è stata l’Austria a fare da apripista, decidendo di introdurlo, per tutti, a partire dal primo febbraio 2022. In Germania il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha affermato che sostiene la stessa posizione. Mentre il Paese sta affrontando numeri di infezioni da record e non mancano i timori per la variante Omicron, il successore designato di Angela Merkel, parlando con la televisione tedesca “Bild”, ha detto che vorrebbe introdurre l’obbligo “non troppo lontano in futuro”. “Suggerisco all’inizio di febbraio o marzo”, ha affermato. Ha poi detto che la decisione sarebbe stata discussa anche in Parlamento e che sarebbe stata trattata come una “questione di coscienza” dai singoli legislatori. Anche l’Associazione medica federale tedesca ha chiesto l’obbligo di vaccinazione, per porre fine al “ciclo infinito di lockdown”. La questione della vaccinazione obbligatoria è considerata però controversa in Germania, in parte a causa dei trattamenti medici forzati durante l’era nazista. In ogni caso il portavoce del governo tedesco uscente Steffen Seibert ha affermato che una decisione sarà presa “presto”.

La Grecia lo ha già imposto alle persone di età pari o superiore a 60 anni, con multe da 100 euro. Una decisione che il premier Kyriakos Mitsotakis ha sottolineato essere “il prezzo da pagare per la salute”, secondo quanto riportano i media ellenici. La Slovacchia, invece, valuta se incoraggiare la stessa fascia d’età con un premio di 500 euro.

Nel resto del mondo, l’obbligo vaccinale per tutti gli adulti è stato già introdotto da Indonesia, Micronesia e Turkmenistan. Altri Paesi lo hanno introdotto solo per i dipendenti statali o per i dipendenti di aziende private. Sono il Canada, Costa Rica, la Danimarca, l’Egitto, le Fiji, l’Ungheria, la Lettonia, la Russia, l’Italia, l’Arabia Saudita, la Tunisia, la Turchia, l’Ucraina e gli Stati Uniti.

In altri Paesi vige l’obbligo per il personale sanitario. Parliamo di Australia, Regno Unito, Francia, Grecia, Italia e Nuova Zelanda.

In Italia, per ora, l’obbligo di vaccinazione a tutti gli adulti non è ancora stato discusso. Dal momento che possiamo vantare una buona copertura vaccinale, è possibile che a invertire la curva basteranno le terze dosi, il baby vax e, soprattutto, il super Green pass(riservato a vaccinati o guariti), che entrerà in vigore lunedì 6 dicembre già in zona bianca. In Italia scatterà anche l’obbligo di Green pass “base” (ossia un tampone molecolare valido 72 ore oppure un tampone antigenico valido 48 ore) anche per i mezzi pubblici. Inoltre, dal 15 dicembre scatterà l’obbligo vaccinaleper il personale amministrativo della sanità, per i docenti e per il personale amministrativo della scuola, per i militari, per le forze di polizia e per il personale del soccorso pubblico.

Rischia una sanzione da 400 a 1.000 euro chi accede nei luoghi dove è previsto senza il Green pass rafforzato (spettacoli, ristoranti al chiuso, eventi sportivi, discoteche, cerimonie pubbliche). Per i gestori dei locali che non controllano il Green pass “rafforzato” è prevista una multa da 400 a 1.000 euro. Dopo tre multe in tre giorni differenti può scattare la chiusura del locale per dieci giorni. Per quanto riguarda invece il Green pass “base”, chi accede senza nei luoghi dove è previsto rischia una multa da 400 a 1.000 euro (palestre e piscine, alberghi, treni ad alta velocità, aerei, trasporto pubblico locale). Stessa multa la rischiano i gestori delle attività che non controllano il possesso del Green pass.

Rimangono uguali le multe per i lavoratori: chi viene trovato sprovvisto di Green pass per cinque giorni di seguito deve essere sospeso. In questo caso la sanzione va dai 600 ai 1.500 euro. Il datore di lavoro che non controlla, invece, rischia la sanzione da 400 a 1.000 euro.

Il super Green pass e l’estensione dell’obbligo vaccinale alle suddette categorie pare abbiano guidato una positiva inversione di tendenza. Il 24 novembre infatti, giorno in cui è stato annunciato il super Green pass, la curva delle prime dosi ha cominciato a salire in tutte le regioni italiane. In una settimana, dal 22 al 28 novembre, più di 17mila siciliani hanno ricevuto la prima dose, il 23% in più della settimana precedente. Lunedì 29 novembre c’è stato un altro picco: 3.264 prime dosi, il valore più alto da settembre, ben 36% in più del lunedì precedente.

Grafico pubblicato dal Corriere della Sera/fonte: governo italiano (Photo: Grafico pubblicato dal Corriere della Sera/fonte: governo italiano)
Grafico pubblicato dal Corriere della Sera/fonte: governo italiano (Photo: Grafico pubblicato dal Corriere della Sera/fonte: governo italiano)

In Friuli Venezia Giulia in pochi giorni sono raddoppiate le prenotazioni. Record di somministrazioni il 29 novembre: 826, il valore più alto dal 21 ottobre. In Calabria lunedì 22 le prime dosi somministrate erano state 1.097, sette giorni dopo 1.526, il numero massimo dal 19 ottobre. In Lombardia le prenotazionidi prime dosi sono passate da 3.883 del 23 novembre alle 6.138 del 29, col picco delle 7.730 del 25 novembre, giorno successivo all’annuncio del decreto super green pass. Nella provincia autonoma di Bolzano, finita in zona gialla, da 50 prime dosi somministrate a settimana un mese fa, siamo passati oggi a 500. In Valle d’Aosta martedì 30 novembre sono state somministrate 159 prime dosi, il dato più alto dal 19 ottobre.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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