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Per ora l'ondata dei licenziamenti non è partita

·2 minuto per la lettura
Whirlpool (Photo: CESARE ABBATEANSA)
Whirlpool (Photo: CESARE ABBATEANSA)

Nella discussione sui licenziamenti che ha coinvolto un po’ tutti, dalla politica alle parti sociali, la data del primo luglio è stata elevata a spartiacque definitivo tra il lavoro durante la pandemia, congelato dal blocco, e quello post-emergenza, dove ai titolari delle grandi imprese è ridata la facoltà di licenziare. I sindacati hanno ipotizzato una sorta di click day, gli imprenditori hanno smentito questo scenario parlando di assunzioni. Ora il primo giorno dei licenziamenti liberi dopo un anno e quattro mesi è arrivato. E non è stato un liberi tutti. Qualcuno, come la Abb, ha deciso di chiudere a Marostica, in provincia di Vicenza, e ha mandato a casa cento lavoratori, ma la stragrande maggioranza ha scelto la via alternativa della cassa integrazione. Fin qui il tutto si delinea come una sconfessione della visione apocalittica dei sindacati. Ma ci sono anche molte imprese che non hanno richiesto i nuovi ammortizzatori: non si sono mosse e hanno quindi lasciato aperta la finestra dei licenziamenti per i prossimi giorni.

L’immagine che restituisce il primo giorno è una sconfessione del primo luglio come redde rationem. Vale per la visione dei sindacati, ma anche per quella degli stessi imprenditori. Quello che si è imposto è il dato di realtà e cioè un mondo del lavoro frammentato, veicolo di crisi che sono scoppiate anche prima della pandemia (Whirlpool è il caso più evidente), ancora in attesa di capire se e quanti lavoratori sostenuti dallo Stato con la cassa integrazione possono ora fare parte di un processo che proverà a uscire dalla logica del sostegno per ritornare a quella del mercato. A livello generale la ripresa c’è, il ministro dell’Economia Daniele Franco ha ipotizzato che il Pil potrà crescere fino al 5%, di più rispetto alle previsioni, ma il lavoro è strutturalmente il settore che si riprende per ul...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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