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Piccoli lavori: cosa puoi fare da te, senza l’intervento del professionista

Fai da te (Fotolia)

La casa è il regno di milioni di italiani e richiede manutenzioni e riparazioni frequenti per custodirlo al meglio. Conciliare cambiamento, risparmio e piacere del fai da te è un’esigenza al tempo della crisi, ma è anche una risorsa nelle stagioni felici: perché chiamare il tecnico quando si può agire in autonomia?

Saper eseguire i piccoli e medi interventi conviene, soprattutto quando diventano occasione per abbellire e rivoluzionare la casa frequentemente, senza subire il contraccolpo del pagamento di una manodopera specializzata. Godere di buona manualità è il vantaggio di partenza, ma anche disporre di giusti utensili aiuta la vostra causa: l’importante è mettersi alla prova su operazioni fattibili, dove il rischio è basso, e la spesa contenuta. Riparare un lampadario, ad esempio, non richiede una laurea in ingegneria, ma se avete paura di salire su una scala, o non siete abbastanza padroni di tutte le situazioni, desistete. Le abilità, in questo segmento, crescono col tempo, se saprete replicare, non arrendervi alle prime difficoltà e non pretendere che sia “buona la prima”. Ma quali sono le riparazioni fai da te che convengono?

Pagare la trasferta ha senso, ma solo la prima volta   
Se non vi siete mai messi alla prova nemmeno con i  cambiamenti minimi, sarete sempre invogliati a chiamare il tecnico, anche solo per “guardare e imparare”. Vale soprattutto nei primi tempi in cui si sta in casa, da single o da sposati, per evitare fatica e danni. Ma col tempo capirete che a volte si paga più la chiamata che l’esecuzione del lavoro, e che dovrete aspettare giorni per una riparazione che richiede minuti. Sostituire maniglie dei mobili e delle porte, cambiare un rubinetto, fissare al muro dei tasselli per appendere quadri, mobili o pensili sono attività in cui potrete fare bene, con precisione e attenzione, anche da soli . Cosa vi serve, dopotutto, per aver un risultato brillante? Poche mosse.

Facciamo un esempio, a mo’ di tutorial. Come si monta un pensile? Nella parte posteriore, i pensili della cucina o del bagno sono uguali e hanno generalmente due sistemi di fissaggio. Tracciata la linea che corrisponde al punto di fissaggio della base del pensile, in  maniera perpendicolare alla stessa si traccia l'interasse dei punti dei sistemi di fissaggio. Nel punto relativo all’interasse, nel muro, si fissano i bracci contenuti nella confezione dei pensili, usando le viti, dopo aver forato la parete in base alla grandezza del tassello. Prima di stringere le viti per bloccare i bracci di fissaggio, agganciate al muro il pensile senza lasciarlo. Se i bracci sono montati correttamente, stringete le viti e agganciate il pensile. Non vale la pena provare queste tre mosse, magari coadiuvate dal (o dalla) partner, prima di pagare la trasferta al tecnico? Occhio però a non bucare le tubature che attraversano la parete.

Rinnova la casa più spesso: col fai da te, puoi
Per cambiare il volto di una casa, spesso basta cambiare colore alle pareti. Un’attività che richiede precisione, manualità ma che può rivelarsi anche divertente e coinvolgente. Perché farla da sé? Per ridurre al minimo gli impicci dovuti alla permanenza in casa di operai e tecnici, per cambiare da lì a 6 mesi il colore se non vi garba più, per imparare una tecnica che torna utile nel corso degli anni, e che potrete applicare a una seconda casa, magari al mare. Acquistati i materiali, spostati i mobili, attaccata la carta gommata sui battiscopa e sulle placche degli interruttori, procedete a strofinare con la carta vetrata i muri, per affinare le pareti.

Fate le operazioni necessarie, come quella di stuccatura o di stesura del fissativo. Verniciate il soffitto col rullo a manico estendibile; in attesa dei ritocchi negli angoli passate a tinteggiare le pareti, pennellando in maniera omogenea il colore, dopo aver scelto vernici lavabili, traspiranti, non troppo cariche. I passaggi non sono complessi in sé, ma vanno eseguiti ad arte, magari due volte per rifinire al meglio gli angoli, solo dopo aver eseguito al meglio le fasi preparatorie. Ma quanto si risparmia?  C’è chi valuta, per una stanza di 40 mq, 400 euro totali per 3 giornate di lavoro, fatte da un operaio che lavora in proprio. Per le aziende, il preventivo sale, soprattutto laddove si deve rimuovere il parato, raschiare, stuccare, carteggiare, e pitturare. Costo? Si arriva anche a 700 euro, trattandosi di un lavoro in genere antieconomico per le aziende. Ci state ancora pensando?

Rivestire la camera dei bambini: il fai da te si declina anche in soluzioni inaspettate

Parati, colla,  ma anche wall stickers e cotone: per rendere più bella la stanza dei bambini, o del nascituro in arrivo, conta la manualità ma ancor di più la fantasia. E il professionista spesso preferisce la soluzione conservativa, quella che magari dura a lungo, ma stanca prima e non vi sorprende più di tanto, se non quando dovrete pagare. La stanza dei bimbi è un luogo dove  fa esaltare al meglio le vostre idee; con un week end a disposizione perché non procedere ai lavori? Scegliete una tinteggiatura lavabile, bianca, economica, versatile, e che non stanca mai, per la sua innata capacità cromatica di dare luce e ampliare l’ambiente; procedete a rivestire porzioni di parete col parato per delimitare singole aree; nessuno vi obbliga a stendere il parato per l’intera lunghezza della parete, ma potete anche fermarvi a metà: una soluzione che consente anche di risparmiare sul materiale (un rotolo basta e avanza).

Rifinite i bordi superiori, ma nessuno vi obbliga agli zoccoli in legno; anche i materiali sintetici, gommati, o addirittura le stoffe, applicate con gli sparapunti, possono fare il vostro gioco. Nelle porzioni di muro lasciate bianche, applicate gli stickers murali che preferite: costano poco, anche 30 euro, e arredano. In operazioni come queste descritte, bisogna tagliare a misura il parato,  procedere con calma e precisione per evitare la formazione di bolle, curare la perfetta verticalità della posa. Pensate di potercela fare? Il professionista sul tempo vi batterà sempre; sulla precisione forse no; ma saper fare è un patrimonio che resta, sempre spendibile nella vita della famiglia. Sappiate anche cogliere i momenti opportuni: le ferie, le aspettative, i “ponti” lunghi. Quanto costa? Una carta di buon valore costa dai 30 euro al mq in su; e può salire ancora. Una manodopera decente, non vi chiederà mai meno di 10 euro al mq, esclusa preparazioni di sorta. Se fate da soli, spendete per la carta, per gli utensili e basta.


Molta pazienza e poca tecnica: sei hai tempo, fai da te
Ci sono lavori domestici che è meglio rimandare a primavera, o all’estate, per godere del bel clima che fa asciugare prima le vernici, ma anche per avere più tempo per dedicarcisi. Soprattutto se si può agire da soli, senza delegare a un esperto della materia. Esempio principe? Riverniciare i termosifoni o ripulire gli infissi in legno. Potrà sembrare impresa ardua, ma vi siete mai messi all’opera? Le scelte giuste vanno fatte a monte: strumenti necessari e vernici adatte sono due aspetti fondamentali per la riuscita.

Necessaria è anche l’attenzione quando si smonta il radiatore, allorché fosse necessario farlo. Occhio allo stato della vernice superficiale: si può lavare, con ammoniaca ad esempio, poi carteggiare la superficie, se non vi è eccessiva usura; oppure, spazzolarla via e poi applicare un antiruggine. Successivamente, si passa alla verniciatura, scegliendo uno smalto adatto o che resista agli sbalzi termici. E poi via di pennello, meglio se piatto, col manico lungo e la forma adatta agli interstizi. Lasciata asciugare, prima di passare una seconda mano. Facile, no? Pazienza, esperienza e mano sicura, valgono anche per gli infissi e la loro manutenzione. Levigate le superfici, con la carta vetro, se la sverniciatura è totale aiutatevi con una levigatrice elettrica; o con pistole ad aria calda; miscelate energicamente le pitture, e applicate il colore, con pennelli e rullo a seconda delle zone da trattare. Completate con un occhio di riguardo alle singole finiture. E lasciate asciugare. Vi pare un’impresa improba?

Imparate e poi agite: vale per lavori più sofisticati
Tra le resistenze più forti all’idea di fare da sé lavori e manutenzione, c’è quella basata sull’idea che il tempo è denaro; quindi, anziché sprecare tempo, meglio delegare a un esperto e pagare. Un’idea non sbagliata, di fondo, ma che vale se ogni singolo episodio di manutenzione restasse un unicum nella vita di una casa e di una famiglia. Ma col tempo certi bisogni tornano, per motivi meramente pratici o estetici.

Allora, quanto vi costa delegare ogni volta? Meglio imparare, magari seguendo un corso  di bricolage organizzato per clienti dalle grandi catene di distribuzione che si occupano di questo segmento di mercato. C’è chi insegna ad isolare le stanze o fare ribassamenti in cartongesso: operazioni più complesse ma comunque fattibili se ve le insegna un esperto. E, tornando al discorso iniziale, se risparmiate sulla manodopera, potrete investire più soldi sui materiali. E poi, come i casi della vita insegnano, quando i figli, amici e parenti avranno bisogno, potrete prestarvi con scioltezza. E in troppi casi, per tanti motivi, non si può negare una mano.