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Stipendi, quando i capi guadagnano 1000 volte più dei dipendenti

Un capo facoltoso e tanti piccoli dipendenti che portano il guadagno aziendale: a volte il mondo del lavoro può essere spregiudicatamente spietato. (foto d’archivio Getty Images)

Quando l’amministratore delegato di un’azienda guadagna 1000 volte più dei suoi dipendenti, sai già che qualcosa non quadra. Eppure succede, anche nelle aziende più conosciute. Gli esempi sono molteplici, e non bisogna andare troppo indietro nel tempo per trovarli.

Secondo un’analisi della società Equilar, che si occupa di consulenza sul mondo retributivo, attualmente il rapporto tra la paga di un amministratore delegato e dei suoi dipendenti è di 254 a 1. Si tratta di un dato maggiore del 235 a 1 che si registrava nel 2017, quando solo due terzi delle compagnie tracciate nell’analisi più recente svelavano i loro dati.

Parlando di stipendio mediano (si trova con un semplice calcolo matematico: incolonnando cento stipendi, è quello a metà della lista) uno come Warren Buffett, che è il padrone di Berkshire Hathaway e tra gli uomini più ricchi al mondo, porta a casa una quantità di denaro pari a sette stipendi mediani della sua azienda. Ed è davvero poco rispetto agli altri.

Uno come Elon Musk (Tesla, SpaceX) ha invece guadagnato, durante l’ultimo anno, uno stipendio 40mila volte maggiore rispetto al suo dipendente mediano. Anche se, va detto, che Musk avrebbe rifiutato la cifra, che è stata generata dai risultati aziendali legati al raggiungimento di alcuni obiettivi interni. Il CEO di Nike Mark Parker prende 379 volte lo stipendio dei suoi dipendenti; il capo di Manpower Jonas Prising arriva a 2508 volte; e in generale nella lista dei 100 CEO stilata da Equilar ben 11 persone hanno vantato stipendi mille volte superiori al valore mediano che si trova nella loro azienda.

In Italia il multiplo retributivo tra amministratori delegati e operai è invece di nove volte. Lo ha stabilito il Salary Outlook pubblicato dall’Osservatorio JobPricing, che ha preferito calcolare il cosiddetto ‘multiplo retributivo’, ossia la misura la distanza fra vertice e base della piramide aziendale.

In passato in alcune nazioni (Italia compresa) si è discusso per introdurre un tetto salariale ai manager, in modo che la ricchezza di un’azienda venisse ridistribuita ai dipendenti o al budget delle stesse. In Svizzera ebbe successo un referendum, con il 67,9% di consensi, che dal 2013 pone un tetto alle liquidazioni fuori misura dei dirigenti delle aziende quotate in borsa. In realtà poi la situazione non è tanto diversa dal resto del mondo: nel 2017 il CEO di Roche Severin Schwan aveva guadagnato qualcosa come 12,88 milioni di euro di stipendio.

Non è ancora finita, salvo sorprese, l’epoca del paracadute d’oro e della buonuscita miliardaria: i CEO sfiduciati dalle aziende continueranno a ricevere quantità di denaro esorbitanti. E senza una regolamentazione nel mercato finanziario, anche gli stipendi nelle grandi aziende vedranno grandi differenze tra dipendenti, manager e amministratori delegati.

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