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Abbonamenti indesiderati su smartphone: come difendersi dalle truffe

Si tratta di abbonamenti trappola che sottoscriviamo quasi sempre involontariamente, attraverso lo smartphone.

E’ capitato a tutti almeno una volta. Ci si accorge che il credito telefonico si è prosciugato misteriosamente e non si è in grado di dare una spiegazione. Salvo poi scoprire che la colpa è di fantomatici servizi a pagamento, attivati a nostra insaputa, come giochi, oroscopi e chat erotiche. Le multe degli scorsi anni agli operatori non sono servite a nulla: il fenomeno non scompare.

Si tratta di abbonamenti trappola che sottoscriviamo quasi sempre involontariamente, attraverso lo smartphone. Si attivano attraverso i cosiddetti “mobile vas” (valued addes services, ossia servizi a valore aggiunto): abbonamenti da decine di euro al mese per giochini, oroscopi e contenuti hot. A volte si clicca per sbaglio. Troppo tardi, si viene catapultati sul sito dell’inserzionista e comincia il calvario.

Gli operatori telefonici incassano una quota dagli abbonamenti indebitamente attivati. Secondo alcune stime, il guadagno si aggira tra il 30 e il 50 per cento dell’abbonamento. Il giro d’affari stimato è di 800 milioni di euro. Sono siti in cui si finisce per abbonarsi senza nemmeno accorgersene, i banner degli inserzionisti contengono a volte codici javascript che dirottano il browser.

Come disattivare i servizi premium? Per eliminare il rischio alla base è fondamentale disattivare i servizi premium chiamando il proprio operatore telefonico e impostando il blocco di questo genere di “mobile vas”. Altra buona pratica è quella di pulire la “cache” del browser per evitare automatismi nell’apertura delle pagine web.

Se il credito fosse finito? In questo caso bisogna rivolgersi al servizi clienti dell’operatore e, nel caso in gestore non volesse rimborsare la somma, si può ripiegare sul Corecom, il Comitato regionale per le telecomunicazioni, compilando il modulo direttamente dal sito.