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ArcelorMittal. Multinazionale andrà via senza pagare 50mln fatture?

Fabio Carbone

A crisi si aggiunge crisi e dramma. Le ditte dell’indotto di Taranto che servono l’impianto siderurgico ex Ilva, fanno sapere con non poca apprensione che avanzano un credito pari a 50 milioni di euro già fatturati e non ancora incassati per prestazioni e forniture fatte a beneficio di ArcelorMittal. Di queste fatture 5 milioni di euro sono già scaduti.

A riportare la notizia è l’agenzia di stampa Ansa che cita fonti sindacali al termine di un incontro avuto presso la sede di Confindustria Taranto.

Ad essere interessate dalla situazione preoccupante sono ben 200 imprese dell’indotto, di queste alcune sono da settimane in attesa di ricevere il pagamento delle fatture da ArcelorMittal, facendo notare che iniziano ad avere problemi di liquidità per il pagamento degli stipendi.

Alcune aziende hanno già attivato i percorsi legali per tutelare i propri diritti e ottenere il pagamento delle fatture non ancora pagate.

ArcelorMittal andrà via senza pagare 50 milioni di fatture?

Il presidente di Confindustria Taranto, Antonio Marinaro, fa notare che “L’indotto (di ArcelorMittal) non ha percepito da mesi il pagamento delle fatture. Il momento è di una gravità unica, un momento di tensioni che ci riporta al 2015”.

Questa situazione, spiega Confindustria Taranto, ha già obbligato una azienda a ricorrere alla Cig per 50 persone a causa della procedura di retrocessione dei rami d’azienda da parte di ArcelorMittal.

Confindustria e sindacati in contrasto o sulla stessa barca?

Tra il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia e i segretari dei sindacati, in particolare la Cgil, c’è stato un duro botta e risposta a distanza.

Boccia ha detto che se c’è una crisi nel settore dell’acciaio va affrontata e non si può chiedere all’impresa di fare da ammortizzatore sociale per evitare la disoccupazione a migliaia di operai.

La risposta di Cgil non si è fatta attendere attraverso il segretario Maurizio Landini che ha bollato le parole di Boccia come “senza senso” perché “c’è un accordo da far rispettare, firmato un anno fa, che prevede degli impegni”.

Ma come l’ultima notizia mette in mostra, qui a essere danneggiati non sono solo i lavoratori, ma anche le imprese, tra cui anche alcune associate a Confindustria.

Con la ‘dipartita’ di ArcelorMittal, ad andare a casa saranno migliaia di lavoratori, ma anche Confindustria perderà imprese sue consociate e di conseguenza perderà forza sul territorio locale e a livello nazionale.

ArcelorMittal vuole trattare sulle fatture da pagare?

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, durante la sua visita a Taranto, ha avuto modo di incontrare una delegazione di Confindustria Taranto durante un breve incontro in Prefettura. Il premier ha riferito di aver avuto un contatto con ArcelorMittal e di aver ricevuto una disponibilità di massima per un incontro che si dovrebbe svolgere lunedì prossimo 11 novembre.

Il titolo azionario ArcelorMittal in borsa

A seguito dell’annunciata decisione di rescindere unilateralmente l’accordo firmato con lo Stato italiano, il titolo azionario ArcelorMittal ha guadagnato in borsa significativamente a partire dal 6 novembre.

Le azioni ArcelorMittal sono passate dai 14,47 euro di mercoledì 6 novembre, ai 15,48 euro di venerdì 8 novembre.

This article was originally posted on FX Empire

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