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Borsa Milano, indici in netto rialzo su attesa Fed, rimbalza Tim, giù Saras

Una donna davanti l'ingresso della Borsa di Milano

MILANO (Reuters) - Indici in rialzo a Piazza Affari con i mercati che scontano il rialzo dei tassi da parte della Fed stasera, anche se gli scambi sono molto contenuti e amplificano le oscillazioni di borsa.

Positivi anche gli indici di Wall Street che tentano una risalita dopo un periodo piuttosto turbolento per i mercati. L'indice S&P 500 si muove sotto il livello di 3.900 punti, considerato un forte supporto da parte degli analisti tecnici.

A prevalere è comunque il clima attendista nel giorno in cui la Fed è chiamata ad agire nuovamente sul fronte dei tassi per tentare di frenare l'inflazione. Da attese la banca centrale Usa dovrebbe varare un altro rialzo da 75 punti base, dopo quello da 100 punti operato ieri dalla Banca centrale di Svezia. Particolare attenzione verrà rivolta alle previsioni trimestrali sull'economia che la Fed diffonderà in serata e alla conferenza stampa del governatore Powell.

"Le borse sono su supporti importanti, in particolare l'Eurostoxx50, e questo dovrebbe consentire un rimbalzo dei mercati. Prevale tuttavia il clima attendista", osserva un trader.

Intorno alle 16,40 l'indice FTSE Mib guadagna l'1,04%, sui massimi seduta, con volumi che non superano quota 1 miliardo di euro.

Tra i titoli in evidenza:

Molto forte Leonardo (+5%), insieme al comparto della difesa europeo, dopo le ultime dichiarazioni del presidente russo Vladimir Putin sulla mobilitazione parziale. "I venti di guerra con le dichiarazioni di Putin fanno tornare gli acquisti sul comparto della difesa", osserva un trader.

Perdono smalto i bancari (l'indice settoriale torna piatto). Unicredit guadagna l'1,2%. La banca ha annunciato l'avvio della seconda tranche del programma di buyback fino a un miliardo di euro. "L'operazione avrà un impatto stimato sul Cet1 di circa 32 punti base (Cet1 della Banca al 2Q22 di 15,7%), scrive Equita.

Al palo, invece, Intesa Sanpaolo in flessione dell'1%. Non riesce a risollevarsi Mps, anche oggi molto venduta con un ribasso del 3,4%. A pesare sempre le attese dell'aumento di capitale. Ieri altri dettagli sul piano di raggruppamento azionario (1 nuova azione ordinaria ogni 100 esistenti dal 26 settembre) funzionale all'aumento iperdiluitivo previsto questo autunno.

Strappa OVS (+18%) dopo i risultati del primo semestre sopra le attese. "La sorpresa principale arriva dall'outlook, rivisto al rialzo", sottolinea Equita. Secondo Banca Akros "i risultati sono sopra le attese su tutti i livelli con vendite ed Ebitda sopra le stime e debito in calo. Le nostre attese erano per vendite nel secondo semestre piatte ed Ebitda in calo del 22% o inferiore di 20 milioni di euro. Alla luce di questi risultati, riconsidereremo queste stime troppo pessimistiche".

Deciso rimbalzo di Tim (+5,4%), titolo che si muove comunque a ridosso dai minimi storici toccati più volte nelle ultime sedute e in forte ipervenduto.

Cede il 3,4% il titolo Mfe B, penalizzato dal taglio della raccomandazione a "Neutral" da "Overweight" e prezzo obiettivo a 0,54 euro da 1,2 euro precedente.Nel settore oil, recupera Saipem che torna invariata dopo avere toccato nuovi minimi a 0,57 euro, nonostante il balzo del greggio stia facendo salire i titoli del comparto oil. Tenaris balza del 3%, Eni dell'1,7%. Forte calo per Saras, peggiore titolo del listino con un calo del 7,3%. Le azioni hanno perduto il 40% del loro valore rispetto al picco di 1,5 euro toccato a fine giugno.

Giù la Juve (-2,45%) in vista del Cda sui conti del bilancio 2021-22.

(Giancarlo Navach, editing Stefano Bernabei, Francesca Piscioneri)