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Greggio in rialzo per seconda seduta su timori scarsità offerta

Tre operai presso una raffineria petrolifera a Houston, Texas

LONDRA (Reuters) - I prezzi del petrolio salgono per la seconda seduta consecutiva a causa dei crescenti timori legati ad una riduzione delle forniture di gas all'Europa dopo che la Russia ha ridotto i flussi di gas attraverso un importante gasdotto.

Alle 12,50 i futures sul Brent sono in rialzo di 1,38% a 106,60 dollari al barile, estendendo il rialzo dell'1,9% fatto segnare ieri.

I futures sul greggio statunitense West texas intermediate (Wti) avanzano dell'1,6% a 98,21 dollari al barile, dopo aver guadagnato il 2,1% alla vigilia.

Ieri la Russia ha aumentato la stretta sul gas in Europa, con Gazprom che ha annunciato che le forniture attraverso il Nord Stream 1 verso la Germania scenderanno ad appena il 20% della capacità.

Il taglio delle forniture non permetterà ai paesi Ue di raggiungere gli obiettivi di rifornimento dei depositi di gas naturale in vista del periodo di domanda invernale. La Germania, la più grande economia europea, rischia di dover razionare il gas all'industria per tenere al caldo i cittadini durante i mesi invernali.

I paesi Ue hanno concordato oggi un regolamento d'emergenza per limitare il consumo di gas durante l'inverno.

Sul fronte monetario, la Federal Reserve dovrebbe alzare i tassi di interesse di 75 punti base al termine della riunione di domani. Tale aumento potrebbe portare ad un raffreddamento dell'attività economica e quindi incidere sulla crescita della domanda di carburante.

Morgan Stanley ha sottolineato che il 77% delle banche centrali mondiali ha aumentato i tassi negli ultimi sei mesi, "rendendo questo ciclo di rialzi dei tassi il più sincronizzato dai primi anni '80".

La banca ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita della domanda per quest'anno e il prossimo. L'istituto stima per il terzo trimestre prezzi del Brent a 110 dollari a barile e Wti a 107,50 dollari, in entrambi i casi 20 dollari meno rispetto alle previsioni precedenti.

Il divario tra il Brent, benchmark petrolifero europeo e internazionale, e il Wti, benchmark statunitense, si è allargato a livelli che non si vedevano da giugno 2019, poiché la diminuzione della domanda di benzina negli Stati Uniti pesa sul greggio statunitense, mentre la scarsità dell'offerta sostiene il Brent.

(Tradotto da Luca Fratangelo, editing Sabina Suzzi)

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