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Il filantropo miliardario che investe il 99% dei suoi guadagni nella lotta alla povertà

Manoj Bhargava (Getty)

L’indiano Manoj Bhargava è uno dei maggiori filantropi attualmente in circolazione: addirittura il 99% dei suoi guadagni è investito in progetti per la lotta contro la povertà a livello globale. E sono tanti soldi, essendo lui un miliardario. Scopriamo la sua vita e cosa sta facendo per meritarsi lo spazio mediatico che ha ricevuto recentemente…

Manoj Bhargava è il fondatore della Living Essentials, società nota per la produzione di energy drink (la marca più famosa è 5-hour Energy); dal 2015 questo miliardario si è impegnato nella lotta alla povertà, dichiarando di voler investire il 99% delle sue ricchezze per migliorare il tenore di vita delle persone senza denaro, acqua, energia. Per fare ciò ha creato Billions in Change, un movimento che si occupa di sviluppare soluzioni per i problemi delle aree con il più alto tasso di povertà, come l’accesso all’acqua potabile, all’energia elettrica e alle cure sanitarie.

L’obiettivo di Bhargava non è di costruire strutture e poi andare via, ma di dare strumenti alle popolazioni più povere per autoalimentare la loro crescita. Uno degli ultimi progetti, ad esempio, riguarda la produzione di energia elettrica. L’azienda che ne deriva si chiama Hans Foundation, e produce una particolare cyclette ibrida inclinata che con una sola ora di esercizio fisico fornisce elettricità per un giorno intero, abbastanza per le esigenze energetiche di una comune famiglia rurale.

Manoj Bhargava (Getty)

L’idea è ovviamente di fornire a ogni famiglia sotto la soglia di povertà una di queste particolari cyclette, in modo che non debbano occuparsi di bollette, allacci costosi oppure di comprare generatori inquinanti. Ogni batteria si carica pedalando e resiste anche ai blackout – eventi comuni tra i Paesi meno sviluppati.

Di queste cyclette ne sono state vendute già 10mila dal 2014 a oggi, e il prototipo iniziale è stato migliorato per incamerare più energia. La ‘prova su strada’ ha dimostrato che è possibile alimentare simultaneamente 24 lampadine, un ventilatore elettrico, uno smartphone e un tablet, con una sola ora di pedalata. Tra l’altro è stato calcolato che verrebbe così evitata l’emissione di 0,5 kg di CO2 ogni ora (a differenza di un normale generatore).

Per Billions in Change sta lavorando anche il cosiddetto laboratorio Stage 2, dove gli ingegneri di Bhargava stanno lavorando ad altri progetti. Come Rain Maker, uno strumento in grado di convertire l’acqua marina o quella inquinata in acqua potabile e come Renew, un dispositivo medico che migliora la circolazione sanguigna.

Ovviamente Bhargava non è nato ieri, e ha fatto in modo che questi progetti siano sostenibili anche per le sue finanze. In particolare la cyclette sopra citata viene venduta a chiunque la voglia, e il costo sostenuto dalle famiglie più abbienti va ad alimentare un fondo che serve sostanzialmente a dare in regalo altre cyclette alle famiglie più povere dell’India (e in futuro, di altri luoghi). Insomma, in questo modo l’investimento del 99% dei suoi guadagni milionari può essere costantemente alimentato.

Una particolarità… Bhargava non accetta donazioni per ‘Billions in Change’ ma solo attività di volontariato, invitando tutti quelli che vogliono partecipare a condividere le idee, secondo questo motto: “I progetti non hanno bisogno del vostro denaro ma della vostra voce. Parlandone ai vostri amici, ai vostri capi e sui social network aiuterete il movimento ad andare avanti“.

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