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Marcello Minenna: "Abbiamo sequestrato farmaci con vernice e perfino una Ferrari contraffatta"

·6 minuto per la lettura
L'intervento del direttore Generale dell'Agenzia Dogane Monopoli, Marcello Minenna, nel corso della cerimonia per il Premio San Matteo 2020 a Roma, 21 settembre 2020. MAURIZIO BRAMBATTI/ANSA (Photo: MAURIZIO BRAMBATTI BTANSA)
L'intervento del direttore Generale dell'Agenzia Dogane Monopoli, Marcello Minenna, nel corso della cerimonia per il Premio San Matteo 2020 a Roma, 21 settembre 2020. MAURIZIO BRAMBATTI/ANSA (Photo: MAURIZIO BRAMBATTI BTANSA)

Oltre il 250% in più di merce contraffatta sequestrata nel 2020 dall’Agenzia delle Accise, Dogane e dei Monopoli rispetto al 2019. In valore assoluto, oltre dieci milioni in più di prodotti come utensili, veicoli e componenti, persino una Ferrari, materiali tessili o di imballaggio, provenienti sopratttuto da Grecia, Cina e Bulgaria. Ma pure medicinali e accessori personali. ”È chiaro che con l’aumento del traffico e-commerce seguito all’arrivo della pandemia, e con l’introduzione del pacchetto Iva, l’Agenzia ha dovuto fare maggiori controlli su prodotti anche di modico valore. E abbiamo registrato variazioni nelle tipologie di merci contraffatte sequestrate dalle Direzioni territoriali, anche nel senso di beni di prima necessità e largo consumo. Ma ci sono alcune categorie merceologiche che sono fattore di forte preoccupazione”, dice in una intervista all’HuffPost Marcello Minenna, Direttore generale di ADM.

Quali?

Dovrebbe essere noto che i farmaci vanno comprati in farmacia, chi fa ricorso al web per questo tipo di approvvigionamenti svolge un’attività che talvolta può costituire un illecito ma soprattutto mette a rischio la propria salute. Parliamo di prodotti farmaceutici che nella migliore delle ipotesi mancano del principio attivo, nella peggiore possono rivelarsi davvero dannosi per la salute.

Può fare qualche esempio?

In un caso abbiamo trovato in prodotti per la cura della disfunzione erettile tracce di quella vernice che si usa per la colorazione delle strisce blu, o in un altro del veleno per topi.

Con la pandemia e il boom dell’e-commerce è esploso il traffico di prodotti per la cura della salute e della persona.

Certo, a partire dalle mascherine. Durante la pandemia abbiamo trovato spesso mascherine non a norma, o che presentavano criticità persino in relazione alla coloratura dei dispositivi di protezione individuale. L’uso di prodotti tossici, anche se in minima traccia, è un aspetto problematico nel commercio on-line di questo tipo di beni. Ma l’agenzia svolge attività di vigilanza su tutto ciò che passa dalle dogane. In alcuni casi, per fare un altro esempio, abbiamo trovato tracce di urine di animali utilizzate per dare la colorazione appropriata ai profumi. Poi, ovviamente, ci sono tutte quelle merci più problematiche come droghe o tabacchi, o vini, spumanti, formaggi spacciati per prodotti dell’eccellenza italiana. Per finire, anche una Ferrari, che abbiamo poi esibito nella nostra sala delle contraffazioni a Piazza Mastai, a Roma.

L’Agenzia Accise, Dogane e Monopoli ha annunciato una nuova app denominata “Gioco Sicuro” con la quale si tenta di promuovere il gioco legale. A cosa serve questa iniziativa?

L’iniziativa è nata per mettere a favore della collettività il patrimonio informativo dell’Agenzia. Come autorità di vigilanza sulgioco, disponiamo di una quantità unica di dati. Questa applicazione, in sostanza, consente al privato cittadino quando si trova in un bar, sala scommesse o bingo, di verificare se quell’attività di gioco è regolata da ADM. Abbiamo chiesto al Governo un intervento normativo anche sul whistleblowing, e quando sarà attivato il cittadino potrà segnalare l’irregolarità direttamente alla nostra Agenzia, con un semplice clic.

Di recente il Cdm ha dato il via libera al Sudoco, la nuova disciplina dello Sportello Unico Doganale. Quali sono gli obiettivi?

L’agenzia oltre a essere ente di vigilanza svolge un ruolo di promozione e sviluppo economico. Lo Sportello Unico Doganale è un passo in questa prospettiva che serve a dare un’unica interfaccia per l’utenza. Vuol dire un coordinamento più forte con tutte le amministrazioni coinvolte nelle pratiche doganali, e soprattutto una garanzia per gli utenti di non dover affrontare le dodici fatiche di Ercole per poter avere una risposta alle proprie esigenze, tenuto conto della quantità di amministrazioni coinvolte nelle procedure doganali.

Questione controlli radiometrici: si tratta di quelle verifiche che si fanno su materiali, prodotti e semilavorati metallici per accertarsi che non vi siano anomalie radioattive prima di essere immessi nel mercato italiano. Da tempo manca il Decreto Interministeriale da adottare al MiTe per disciplinare le modalità esecutive, e il Parlamento è arrivato a prorogare per la quinta volta e in extremis le precedenti norme per evitare il blocco delle attività doganali. Come se ne esce?

Guardi, credo che il problema non attenga solo ai controlli radiometrici. Proporrei che la definizione delle norme su questioni e aspetti regolatori di secondo ordine come appunto i radiometrici possa tranquillamente essere svolta dalle autorità di regolazione o di vigilanza, anche per liberare i ministeri competenti da queste attività di rilievo secondario. Per questo tipo di interventi regolatori potrebbe essere utile un declassamento da decreto interministeriale a provvedimenti adottati dall’agenzia o authority di riferimento, magari sentito il parere del dicastero interessato. In questo modo l’iter amministrativo può certamente essere reso più rapido ed efficiente.

Oltre a essere Direttore di ADM, è anche un economista. In passato non ha risparmiato critiche verso l’approccio adottato dal Meccanismo Europeo di Stabilità nella soluzione delle crisi del debito sovrano. Nelle prossime settimane il Parlamento dovrebbe essere chiamato ad adottare la riforma del Mes. Come la valuta?

I lavori sono in corso e sono soprattutto in evoluzione. Il Direttore Generale del Meccanismo Europeo di Stabilità (Mes) ha fatto di recente un’apertura sul famoso vincolo di bilancio rappresentato dal rapporto tra debito/Pil, da ricondurre prima della pandemia al 60%, proponendo un innalzamento del tetto al 100%. Tra gli Stati membri è iniziato un confronto su come cambiare le regole di bilancio, dal momento che il Covid ha costretto tutti i Paesi a indebitarsi per rispondere alla crisi pandemica. Dico quindi ben venga l’apertura del Mes perché sancisce una evoluzione nell’approccio europeo, passando dalla segregazione dei rischi finanziari legati al debito pubblico degli Stati membri alla condivisione dei rischi all’interno dell’area valutaria. Una valuta condivisa impone di avere una struttura basata sui rischi condivisi. Valuto quindi positivamente questa evoluzione.

In questi giorni si stanno moltiplicando gli allarmi sull’inflazione, che come sappiamo sta crescendo, negli Stati Uniti ma anche in Europa, per effetto delle strozzature lungo le catene di approvvigionamento. Costi di trasporto, materie prime e fonti energetiche da settimane hanno oltrepassato i livelli di guardia, contribuendo al rialzo generale dei prezzi. Il fenomeno è transitorio o è destinato a durare? E in tal caso, quali sono i rischi?

C’è evidentemente una recrudescenza inflattiva che si può ricondurre in parte al cosiddetto effetto base (un rimbalzo dopo il tonfo registrato nel 2020) e in parte ad altri fattori come i problemi nelle catene di fonitura globali e il balzo dei prezzi di molte commodities. Ma più dell’accelerazione dell’inflazione quello che mi preoccupa è la stagflazione, ovvero il rallentamento dell’economia unito all’aumento dell’inflazione. In un sistema globale altamente indebitato l’inflazione non porta con sé solo criticità, perché gonfia il Pil dal punto di vista nominale tenendo sotto controllo il rapporto con il Pil in termini reali. A condizione che il Pil cresca in maniera coerente. Se viceversa il rialzo dei prezzi non è accompagnato dalla crescita, non va bene. Bisogna quindi identificarne i fattori chiave per interventi coerenti. Il tema oggi è particolarmente rilevante dal momento che Cina e Stati Uniti stanno vivendo questo scenario di rischio.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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