Mps, da Antonveneta ad Alexandria: i controlli di Bankitalia

Roma, 29 gen. (LaPresse) - Un'attività di vigilanza "continua e di intensità crescente" su Monte dei Paschi di Siena. La Banca d'Italia definisce così le sue ispezioni in un documento redatto dal governatore Ignazio Visco e consegnato al ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, in occasione dell'audizione del titolare del Tesoro davanti le commissioni Finanze riunite di Camera e Senato. Nel documento, palazzo Koch riassume le tappe principali.

GENNAIO 2008: Mps presenza l'istanza per l'acquisizione di Antonveneta, con un piano articolato di rafforzamento patrimoniale: è previsto un aumento di capitale per 6 mld, di cui 5 mld riservati agli azionisti e 1 mld riservato a JP Morgan a servizio di un'emissione di titoli convertibili in azioni del Monte (cosiddetti fresh); ulteriori 2 mld vengono raccolti attraverso l'emissione di strumenti obbligazionari.

MARZO 2008: la Banca d'Italia comunica a Mps che il perfezionamento dell'operazione è subordinato alla realizzazione delle predette misure di rafforzamento patrimoniale.

MAGGIO 2008: Mps comunica di aver completato il piano di patrimonializzazione richiesto dalla Banca d'Italia.

SETTEMBRE 2008: Banca d'Italia rappresenta formalmente a Mps gli elementi ostativi al pieno computo nel patrimonio di qualità primaria della banca delle azioni al servizio del fresh. Mps trasmette alla Banca d'Italia una nuova struttura contrattuale dell'operazione redatta secondo le prescrizioni della stessa Banca d'Italia. Quest'ultima nell'ottobre del 2008 ne prende atto.

INIZIO 2010: la banca viene convocata presso la Vigilanza in tre occasioni, a cadenza serrata, il 5 e il 30 marzo e il successivo 21 aprile 2010.

DAL 3 AL 7 MAGGIO una serie di visite ispettive in presenza di un peggioramento delle condizioni di mercato. La situazione della banca viene giudicata di scarsa chiarezza e potenzialmente critica.

PERIODO 11 MAGGIO - 6 AGOSTO 2010: una serie di accertamenti ispettivi mettono in luce tensioni nella situazione di liquidità e una elevata esposizione, non esattamente misurata, a rischi di tasso. Con riferimento all'attività del veicolo Santorini, dall'ispezione non emergono elementi probanti per avviare una procedura sanzionatoria o una segnalazione all'autorità giudiziaria.

SETTEMBRE 2011: la Vigilanza, per valutare con precisione l'idoneità delle iniziative adottate da Mps, avvia con urgenza una seconda ispezione presso la banca. L'ispezione indica, sin dalle prime fasi, che le problematiche in precedenza rilevate dalla Vigilanza non sono state di fatto superate e conferma che il gruppo Mps rimane connotato da carenze organizzative significative e da un assetto manageriale inadeguato.

AUTUNNO 2011: la posizione di liquidità della banca si fa più fragile. Si rendono necessarie da parte della Banca d'Italia operazioni di prestito titoli al fine di consentire alla banca di ampliare il ricorso al rifinanziamento della Banca centrale europea.

15 NOVEMBRE 2011: Data la difficile situazione emersa a seguito della nuova ispezione, il direttorio della Banca d'Italia convoca a Roma i massimi vertici di Mps e della Fondazione al fine di metterli di fronte alle proprie responsabilità e richiede a Mps una rapida, netta discontinuità nella conduzione aziendale. Successivamente Mps risolve il rapporto con il direttore generale Vigni.

12 GENNAIO 2012: Viola viene nominato dg. Al momento della risoluzione del rapporto di Vigni viene riconosciuto un compenso di circa 4 milioni.

LUGLIO 2012: la Banca d'Italia, ritenendo che tale compenso non sia giustificato dalle circostanze, avvia approfondimenti specifici successivamente sfociati in una formale lettera di intervento e in una procedura sanzionatoria nei confronti degli organi di amministrazione e controllo dell'epoca, responsabili della decisione.

FINE AGOSTO 2010: arriva la richiesta formale a Mps di un rafforzamento patrimoniale. Necessità che appare evidente stanti anche i primi riferimenti dell'accertamento ispettivo. Dopo l'ispezione del 2010, la Vigilanza rafforza ancora il vaglio sulle tre principali aree di problematicità emerse a seguito dell'ispezione: il rischio di liquidità viene imposto un monitoraggio giornaliero dei saldi liquidi, da inviare con la stessa frequenza alla Vigilanza; per il rischio di tasso di interesse la Vigilanza richiede al risk management di inviare un apposito report periodico; per il rischio sovrano l'evoluzione del portafoglio titoli di Stato viene sottoposta a costante monitoraggio.

ESTATE 2011: il brusco peggioramento delle condizioni di mercato (la crisi del debito sovrano si estende all'Italia) determina un nuovo, forte indebolimento della posizione di liquidità di Mps, soprattutto a seguito dell'ampliamento dei margini da corrispondere. La Vigilanza tramite interventi sia formali sia informali richiama i vertici della banca sull'assoluta necessità e urgenza di assumere tutte le iniziative idonee a ripristinare congrui margini di liquidità.

19 GENNAIO 2012: il governatore della Banca d'Italia invia a Mps una lettera in cui vengono ribaditi i rilievi mossi dal direttorio nel corso dell'incontro del 15 novembre. Alla luce delle carenze e delle tensioni rilevate, viene richiesto a Mps un piano straordinario di interventi.

L'ispezione presso Mps si chiude IL 9 MARZO 2012, dopo la normalizzazione della posizione di liquidità del gruppo conseguente, tra l'altro, alla partecipazione di Mps alle due operazioni di rifinanziamento a tre anni effettuate dalla Bce.

15 OTTOBRE 2012: Mps comunica alla Vigilanza che il 10 ottobre i nuovi amministratori di Mps hanno rinvenuto un contratto con data 31 luglio 2009 tra Mps e Nomura, attinente alla ristrutturazione del titolo Alexandria. Alla luce di questi fatti, la Banca d'Italia chiede a Mps una ricostruzione analitica e puntuale della vera architettura della complessiva operazione configurata dal documento contrattuale trasmesso. Banca d'Italia informa la Procura precisando che il contratto è stato celato agli ispettori di vigilanza sia nell'ispezione 2010 sia in quella del 2011.

Con una e-mail DEL 28 DICEMBRE, Mps trasmette alla Vigilanza una bozza di informativa al consiglio di amministrazione contenente primi riferimenti sulle operazioni Nomura/Alexandria, Deutsche Bank/Santorini. Viene inoltre menzionata una transazione di minore impatto denominata 'Nota Italia', per la quale viene riferito di errori compiuti in sede di valutazione dell'operazione circa l'individuazione delle componenti di rischio. Nella stessa e-mail viene inoltre trasmessa una trascrizione della conference call intercorsa nel luglio 2009 tra esponenti di Mps e Nomura.

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