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Pil Italia 2020 -8,9% è meglio delle attese, quale il Pil 2021?

Fabio Carbone
·3 minuto per la lettura

Il Pil Italia 2020 viene stimato dall’Istituto di statistica italiano (Istat) in -8,9% con due giornate di lavoro in più rispetto al 2019. Certamente un calo drammatico, ma molto meno grave di quanto le stime del Governo e di autorità internazionali come il Fondo Monetario Internazionale (FMI) avevano previsto. L’1 marzo, quando l’Istat pubblicherà i risultati dei conti nazionali annuali per il 2020, sapremo con maggiore precisione a quanto ammonta la perdita economica causata dalla pandemia.

Intanto nel quarto trimestre del 2020 la stima dell’Istat prevede un calo del prodotto interno lordo del 2% rispetto al trimestre precedente e del -6,6% in termini tendenziali.

Il calo congiunturale si è verificato in tutti i principali comparti produttivi scrive l’Istat: agricoltura, silvicoltura e pesca, industria e servizi. Una variazione congiunturale negativa dovuta ovviamente a un contributo negativo dal lato della domanda “sia della componente nazionale (al lordo delle scorte), sia della componente estera netta”.

Pil Italia 2020. Il commento dell’Istat

“L’economia italiana registra, dopo il robusto recupero del terzo trimestre, una nuova contrazione nel quarto trimestre a causa degli effetti economici delle nuove misure adottate per il contenimento dell’emergenza sanitaria. Tale risultato determina un ampliamento del calo tendenziale del Pil: da -5,1% del trimestre precedente a -6,6%”, scrive l’Istat nel commentare le nuove stime sul Pil Italia 2020.

“La stima preliminare che ha, come sempre, natura provvisoria, – prosegue l’Istat nel suo commento – dal lato dell’offerta riflette soprattutto un netto peggioramento della congiuntura dei servizi, a fronte di una contrazione di entità limitata dell’attività industriale”.

Sono quindi i servizi a mostrare il dato peggiore e a incidere più dell’industria sul crollo dell’economia italiana. Del resto le misure di contenimento del virus Sars-CoV-2 in Italia, hanno battuto principalmente sui servizi. Alcuni dei quali, se si guarda alle attività del tempo libero, sono ormai chiusi da molti mesi.

Recuperare il Pil perduto nel 2021: prospettive

Come faceva notare qualche giorno fa il Centro studi Confindustria, all’Italia per recuperare servirà necessariamente accedere ai fondi del piano Next Generation EU e dovrà spenderli in progetti che rimettono concretamente sui binari del futuro un Paese fermo da 30 anni, come va ripetendo da mesi e a più riprese il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco.

L’Istat stima un Pil nel 2021 al +2,3%, il Fondo monetario internazionale nell’ultimo World Outlook ha collocato il nostro prodotto interno lordo al +3% netto e una crescita nel 2022 del +3,6%.

Se la realtà dovesse confermare i fatti, l’Italia non recupererà quanto perso sino ad almeno la fine del 2023.

E da notare che Confindustria nel suo Congiuntura flash, stima una reale ripresa delle attività a partire dalla seconda metà di questo anno.

Una stima che trova conferma anche nelle parole di diversi top manager aziendali non solo italiani, ma anche stranieri.

L’amministratore delegato di Autogrill Gianmario Tondato Da Ruos, presentando l’intenzione della società di avviare un aumento di capitale ha stimato una ripresa quasi totale entro la fine di quest’anno.

Il CEO di Ryanair, Michael O’Leary, presentando i dati devastanti per la sua compagnia ha previsto una ripresa all’80% del traffico aereo entro marzo 2022.

This article was originally posted on FX Empire

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