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Soleimani ucciso, l'escalation preoccupa anche l'Italia. Le parole di Trump

Soleimani ucciso, l'escalation preoccupa anche l'Italia

Qassem Soleimani, il potente generale iraniano ucciso per ordine di Trump, in patria era un leader e un eroe di guerra, mentre per gli Usa era un terrorista, un feroce assassino al pari di Osama bin Laden o di Abu Bakr al-Baghdadi. Adesso anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio si è detto "fortemente preoccupato per la pericolosa escalation". Gli Stati Uniti hanno preallertato le loro truppe di stanza a Vicenza che potrebbero essere dispiegate in Libano a difesa dell'ambasciata Usa a Beirut. Si tratta, riferiscono i media americani, di un numero di militari che va da 130 a oltre 700 unità.

VIDEO - Gli iracheni festeggiano la morte di Soleimani

L'escalation con l'Iran, come riporta Ansa, è senza precedenti e potrebbe avere conseguenze imprevedibili e incalcolabili. Per gli esperti, infatti, si tratta della mossa degli Usa più grave in Medio Oriente dopo la guerra in Iraq del 2003. Si parla infatti di "uncharted water", acque inesplorate. E se il segretario alla difesa americano Mark Esper e il segretario di stato Usa Mike Pompeo parlano di atto di "auto difesa", per Teheran l'uccisione di Soleimani è un vero e proprio atto di guerra.

Così, la guida suprema Khamenei ha già promesso una "dura reazione" e ha avvertito direttamente il presidente Trump senza usare giri di parole: "Prepara le bare. Sarà vendetta contro chi ha le mani sporche del sangue di un eroe e degli altri martiri con lui uccisi".

VIDEO - Chi è Donald Trump?

La risposta dell'Iran “avverrà nel momento e nel posto giusti", ha minacciato lo stesso Khamenei. Intanto a Teheran migliaia di cittadini sono scesi in strada al grido "morte all'America", bruciando bandiere a stelle e strisce e innalzando cartelli con l'effige di Soleimani. Proteste anche a Baghdad, con il Dipartimento di stato Usa che ha ordinato l'evacuazione dei cittadini americani temendo il peggio. Dal Pentagono intanto trapela come stanno per arrivare in Medio Oriente, tra Iraq e Kuwait, altri 3.000-3.500 soldati.

Soleimani ucciso, l’annuncio di Donald Trump

"Abbiamo agito per fermare una guerra, non per iniziarla. Il generale Soleimani stava preparando nuovi attacchi”, ha detto Donald Trump parlando da Mar-a-Lago, in Florida. "Il suo regno di terrore è finito".

"Non abbiamo ucciso Soilemani per un cambio di regime o per iniziare la guerra. Ma siamo pronti a qualunque risposta sia necessaria", ha aggiunto Trump, sottolineando come "il futuro dell'Iran appartiene al popolo che vuole la pace, non ai terroristi".