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Trenord, dato l'allarme sull'affidabilità dei treni già nel 2017

(LaPresse – Stefano Porta)

Per Trenord continuano i guai, dopo l’incidente del convoglio 10452 Treviglio-Milano, deragliato a Pioltello il 25 gennaio scorso causando la morte di tre passeggere e il ferimento di altre 46 persone: secondo un report dettagliato stilato dall’Ansf, l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie, la compagnia è risultata essere in ritardo nella risoluzione di problemi legati all’affidabilità delle sue linee. Un report datato 2017 che mette in cattiva luce la compagnia regionale.

L’audit 17.01/A.13 effettuato dall’Ansf, ente preposto a controllare che le società ferroviarie rispettino le procedure di sicurezza, riguarda rilievi effettuati tra il 16 e il 20 ottobre 2017 su Trenord. Business Insider Italia ha ricevuto i documenti in esclusiva e li ha pubblicati sul suo sito. Ecco, qui di seguito e in sintesi, cosa è stato trovato in essi.

Sono stati rimarcati in tutti dieci rilievi, dal mancato «rispetto delle scadenze manutentive non sistematicamente garantito», alle «carenze nella gestione del personale, con particolare riferimento al contesto regolamentare sul carico del lavoro», all’«analisi dei rischi ed il registro dei pericoli incompleti e non aggiornati al seguito di alcuni eventi pericolosi e incidenti accorsi».

Come ad esempio il regionale 10461 in servizio da Cremona a Treviglio, finito in manutenzione perché presentava «sfaccettatura grave a una ruota con limitazione a 80 km/h e sfaccettature e cavità fuori tolleranza». Trenord se ne occupa, ma omette di procedere all’identificazione delle cause che hanno originato le sfaccettature delle ruote, utile all’attuazione di attività di sicurezza onde evitare la ripetizione dell’anomalia. L’incidente a Pioltello avviene tre mesi dopo questo evento, seppur su un altro convoglio.

Nel report si parla di documenti sulla gestione della sicurezza non sempre facilmente disponibili né per esterni né per il personale; di cinque incidenti o gravi malfunzionamenti non comunicati all’autorità entro le 24 ore previste dalla legge (porte aperte in percorrenza, distaccamento di parti dei treni, passaggi a livello aperti al passaggio, guasti ai freni non tempestivamente risolti); di carenze nella pianificazione e erogazione della formazione al personale; e soprattutto di 18 carrozze o treni che avevano effettuato servizio nel terzo trimestre del 2017 pur avendo superato «i limiti di percorrenza» delle scadenze chilometriche di manutenzione.

I lavoratori fanno una valanga di straordinari e non rispettano i turni di riposo: è stato riscontrato che 337 agenti (condotta ed accompagnamento treni) nell’arco dell’anno 2016 hanno superato in maniera significativa il limite massimo di 250 ore di lavoro straordinario annuo previsto dall’art. 18 del CCNL. Da un controllo a campione effettuato per tre agenti di condotta e tre di accompagnamento si è riscontrato in quattro casi il mancato rispetto dei limiti minimi di riposo tra turni successivi (11 ore) e settimanale (35 ore).

In seguito alla pubblicazione del rapporto, Trenord ha precisato che “Non v’è alcuna correlazione tra l’incidente di Pioltello e l’audit svolto dall’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria, tra il 16 e il 20 ottobre 2017. Così come è stato già chiarito, il treno coinvolto nell’incidente era stato sottoposto a tutte le manutenzioni previste e l’equipaggio operava nel totale rispetto della normativa del lavoro e dell’esercizio ferroviario

Sugli eventi di Pioltello sta ancora indagando la magistratura e il report non ha effettivamente nulla a che vedere con le responsabilità sull’incidente, che sono ancora tutte da stabilire. Tuttavia getta una luce cupa sull’operato della compagnia, compartecipata tra Regione Lombardia, FS e gruppo Gavio.