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Valute emergenti più interessanti del dollaro USA: ecco quali comprare

·3 minuto per la lettura

Le valute emergenti, cioè quelle monete a corso legale dei cosiddetti paesi emergenti o in via di sviluppo, non sempre trovano una giusta collocazione nei portafogli degli investitori interessati ad investire nei mercati valutari.

Di solito si preferiscono valute a corso legale (fiat) garantite dagli Stati emettitori e da outlook delle rispettive economie di qualità.

Tuttavia le valute emergenti andrebbero prese in considerazione per una serie di motivi tra loro solo apparentemente scollegati, ma tutti frutto di un cambiamento in atto che va avanti da anni.

De-dollarizzazione degli scambi commerciali internazionali, indebolimento del dollaro e risurrezione delle materie prime, sono tra i driver a favore delle valute emergenti.

De-dollarizzazione e renmimbi

La prima valuta da considerare è il renmimbi cinese (yuan), il cui peso negli scambi internazionali è in forte aumento.

La Cina ha stretto importanti accordi internazionali come la Nuova Via della Seta, investe molto in Africa legando a sé quelle economie e dallo scorso anno fa parte del RCEP (Regional Comprehensive Economic Partnership), che unisce le nazioni appartenenti all’Asean e altre nazioni dell’area asiatica in unico grande mercato di scambio.

Il dollaro non sembra indirizzato verso il tramonto, resta valuta internazionale di riferimento tuttavia altre valute fiat guadagnano spazio negli interscambi internazionali per ridurre la dipendenza dal dollaro.

Un aumento della domanda del renmimbi ne farà aumentare il valore nel tempo.

Debolezza del dollaro USA

Non è dovuto alla de-dollarizzazione la debolezza del dollaro, ma ad un trend strutturale che dallo scorso anno è favorito anche dall’attività di riacquisto titoli tramite il quantitative easing (Qe), messo in campo dal Federal Reserve System (Fed) per evitare una crisi economica ben più ampia di quella che la pandemia ha comunque generato.

Come fa poi notare Financialounge, l’interesse degli investitori stranieri sui titoli di Stato statunitensi (Treasury USA) è diminuita in modo consistente.

Pesano, poi, il deficit fiscale e quello commerciale.

Ed ancora la scelta dell’amministrazione Biden di introdurre nuove tasse sui redditi più elevati e sulle imprese più grandi per finanziare i progetti di recupero dell’economia a stelle e strisce.

Le tasse faranno scappare all’estero i capitali, i quali potrebbero essere indirizzati appunto verso i mercati emergenti fa notare l’analista di Pictet Am contattato da Financialounge. Anche in questo caso per l’investitore si prefigura una potenziale occasione di mettere adesso nel portafoglio valute emergenti che potrebbero apprezzarsi in futuro.

Tornando alla debolezza del dollaro, si tenga anche presente che le tasse introdotte non basteranno a sopperire le esigenze di spesa degli USA, per questo motivo proseguirà l’emissione di titoli di Stato USA per colmare il gap.

Materie prime e valute emergenti

Le materie prime vivono un boom trainate dalla riapertura delle economie, ma anche dalla transizione energetica e dai piani di nuove infrastrutture.

I paesi emergenti come quelli dell’Africa sono tra le nazioni che conservano importanti giacimenti di metalli rari e preziosi che serviranno in grande quantità nei prossimi anni. Le valute di questi paesi non potranno che beneficiare dei maggiori scambi economici internazionali volti all’esportazione di tali materie prime.

This article was originally posted on FX Empire

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